I mercati energetici tornano a mostrare forti tensioni: dopo un periodo di calo i prezzi del petrolio hanno ripreso la corsa al rialzo. Il WTI con consegna ad agosto è passato di mano a 80,37 dollari al barile, segnando un progresso del 2,85%; il Brent con consegna a settembre è stato scambiato a 85,75 dollari al barile, in aumento del 2,94%. Si tratta dei livelli più alti delle ultime quattro settimane, spinti dalla reintroduzione del blocco navale statunitense contro l’Iran e dall’intensificarsi degli attacchi nello Stretto di Hormuz da parte dei due paesi, elementi che aumentano l’incertezza sui flussi energetici.
L’impennata dei corsi ha avuto impatti trasversali sulle principali asset class: prezzi dell’energia più elevati comportano pressioni al rialzo sull’inflazione e aumentano la probabilità che le banche centrali mantengano o intensifichino politiche monetarie restrittive. Già nella giornata di lunedì il Brent aveva registrato un balzo del 9,6%, tornando sopra gli 83 dollari al barile. Secondo gli strategist di ING, il ritorno del blocco statunitense ha avuto un impatto sui mercati significativamente maggiore rispetto alla precedente sospensione delle esenzioni dalle sanzioni sul petrolio iraniano.
Un ulteriore fattore di incertezza riguarda il costo della navigazione nello Stretto di Hormuz: l’Iran insiste nel voler imporre un pedaggio per il transito. Il presidente Trump ha dichiarato l’intenzione degli Stati Uniti di applicare una tariffa pari al 20% del valore del carico per garantire il passaggio sicuro delle navi, ma i dettagli operativi e la concreta attuazione di questo sistema risultano ancora poco chiari. ING ha stimato che una tariffa del 20% su una VLCC (Very Large Crude Carrier) che trasporta 2 milioni di barili a 80 dollari al barile ammonterebbe a circa 32 milioni di dollari, ossia un costo aggiuntivo di circa 16 dollari al barile, cifra significativamente superiore al pedaggio di 1 dollaro al barile richiesto dall’Iran.
Le tensioni in Medio Oriente hanno inciso anche sui mercati del gas naturale in Europa. Il TTF ha chiuso la seduta precedente in rialzo di quasi il 5,4%, superando nettamente i 50 euro/MWh; nella mattinata successiva il mercato proseguiva la salita, con un aumento di circa il 2,7% a 52,7 euro/MWh, in relazione all’aumentata incertezza sui flussi di GNL dal Golfo Persico. ING sottolinea la vulnerabilità dell’Europa alla vigilia della stagione di iniezione: le scorte risultano piene solo al 52%, ben al di sotto della media quinquennale del 68%. Inoltre, il premio costante del JKM rispetto al TTF sta spingendo i carichi di GNL verso l’Asia, riducendo l’offerta disponibile per il mercato europeo.
Anche i mercati obbligazionari statunitensi hanno risentito della situazione geopolitica: i rendimenti dei Treasury a due anni sono saliti fino al livello più alto dall’inizio del 2025, principalmente per le rinnovate tensioni in Iran che hanno sostenuto i prezzi del petrolio e alimentato ipotesi su un possibile inasprimento della politica monetaria della Federal Reserve. Il rendimento a due anni è aumentato di circa tre punti base, fino al 4,24%, mentre il decennale ha anch’esso guadagnato tre punti base, raggiungendo il 4,59%.
Le preoccupazioni legate all’instabilità geopolitica e ai potenziali effetti sull’economia reale sono state richiamate anche nelle riunioni a Washington tra la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde e il numero uno della Fed Kevin Warsh; Lagarde ha poi avuto un incontro anche con il segretario del Tesoro Scott Bessent. Nel rapporto 2025 del Comitato europeo per i rischi sistemici (ESRB) si avverte che l’intensificarsi dei conflitti in Medio Oriente o un deterioramento generale del clima di rischio globale potrebbero innescare correzioni di mercato brusche e disordinate, con possibili ricadute sull’economia reale tramite un indebolimento della fiducia e un aumento dei costi di finanziamento.
In sintesi, il rialzo di petrolio e gas legato alle tensioni nel Golfo aumenta i rischi inflazionistici e alimenta pressioni sulle banche centrali, lasciando i mercati finanziari su livelli di attenzione massima in attesa di sviluppi geopolitici e dei prossimi dati economici.

Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/gas-e-petrolio-riprendono-la-corsa-al-rialzo-con-le-tensioni-nel-golfo-1.3355351

Ebilav.it - CF: 97795640016 - © 2015-2019 Koweb | Tutti i diritti riservati