Dieci capitali europee hanno sollevato un appello alla Commissione europea per evitare un indebolimento dell’ambizione finanziaria della politica di promozione dei prodotti agroalimentari dell’Ue per il 2027. L’Italia, insieme a Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna, ha promosso la richiesta nel corso di una discussione informale inserita tra i punti ‘vari ed eventuali’ del Consiglio Agricoltura e Pesca a Bruxelles.
Lo scorso 23 giugno la Commissione ha presentato i primi orientamenti del programma di lavoro per il 2027. Secondo le dieci capitali, però, la proposta comporterebbe un «taglio significativo» delle risorse destinate ai programmi di promozione Simple e Multi, che passerebbero a 112 milioni di euro rispetto ai 160 milioni previsti per il 2026.
Nel documento preparatorio sottolineano che, pur condividendo gli obiettivi indicati dalla Commissione per il programma annuale 2027, il livello delle risorse proposto non appare coerente con tali ambizioni. Secondo i Paesi firmatari, la riduzione potrebbe compromettere la caPACità della politica di promozione di sostenere la diversificazione dei mercati, rafforzare la resilienza degli operatori e accompagnare il settore agroalimentare europeo in un contesto globale segnato da crescente volatilità, instabilità geopolitica e forte pressione competitiva.
Coldiretti e Filiera Italia hanno ribadito che la promozione agroalimentare non va considerata una voce di spesa comprimibile, ma un investimento strategico per tutelare il reddito delle imprese agricole e dell’intera filiera, rafforzare il sistema delle Indicazioni Geografiche e difendere la leadership del Made in Europe sui mercati internazionali. A loro avviso, in una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche, aumento delle barriere commerciali e concorrenza internazionale sempre più aggressiva, ridurre le risorse significherebbe privare le imprese europee di uno strumento efficace per conquistare nuovi sbocchi commerciali e creare valore lungo la filiera.
Le dieci capitali invitano dunque la Commissione a rivedere gli stanziamenti previsti per il 2027, assicurando scelte di bilancio coerenti con le dichiarazioni sulla centralità del settore primario e predisponendo strumenti adeguati per sostenere le imprese nella competizione globale.
Sul fronte dei sostegni agli agricoltori, nel corso dell’Agrifish i ministri dell’agricoltura hanno invece dato via libera, con il consenso di ventisette Stati membri, a misure mirate per affrontare l’aumento dei costi dei fertilizzanti legato alla crisi in Medio Oriente. Le proposte della Commissione prevedono l’avvio di un nuovo regime di liquidità temporaneo per coprire i maggiori costi sostenuti per i fertilizzanti, la possibilità per gli Stati membri di anticipare i pagamenti diretti a un tasso più elevato nel 2026 e la riprogrammazione dei fondi del 2027 per sostenere gli agricoltori contro l’aumento dei prezzi.
Il regime di liquidità sarà cofinanziato fino al 65% dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, mentre gli Stati membri potranno aggiungere un contributo nazionale fino al 200%. Con l’adozione da parte dei ministri si è chiuso l’iter legislativo sulla proposta presentata da Bruxelles il 12 giugno; le modifiche mirate alla Politica agricola comune saranno ora pubblicate in Gazzetta ed entreranno in vigore.
I ministri si esprimeranno inoltre sulla proposta di incrementare la riserva di crisi della PAC fino a 540 milioni di euro fino alla fine dell’anno, decisione attesa nelle prossime sedute.
Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/italia-e-9-paesi-all-ue-no-ai-tagli-sulla-promozione-agroalimentare-1.3355333

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