L’Università di Padova e la Luiss Guido Carli si confermano ai vertici della classifica Censis delle università italiane: la prima guida la graduatoria per i mega atenei statali, la seconda resta prima tra gli atenei non statali. La classifica, giunta alla sua ventiseiesima edizione, continua a essere un riferimento per migliaia di studenti e famiglie nella scelta del percorso formativo, valutando strutture, servizi, borse di studio, interventi a favore degli studenti, internazionalizzazione, comunicazione, servizi digitali e occupabilità.
I dati dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti Universitari mostrano un incremento delle immatricolazioni del 19,8% nel periodo 2015-2016 — 2025-2026. Anche per l’anno accademico 2025-2026 si registra una variazione positiva pari al +0,9% rispetto all’anno precedente, pur con differenze territoriali. Il Centro del Paese segna l’aumento maggiore (+2,3%), seguito dal Nord-Ovest (+0,8%), dal Nord-Est (+0,4%) e, infine, dalle aree meridionali e insulari con un +0,2%.
Per quanto riguarda il profilo dei nuovi iscritti, permane la prevalenza dei diplomati dei licei, che all’avvio dell’anno accademico 2025-2026 rappresentano il 57,9% degli immatricolati, di cui il 28,6% proveniente dal liceo scientifico. Tuttavia, rispetto al 2015-2016 la quota dei liceali è diminuita (era il 68,4%). I diplomati dell’istruzione tecnica costituiscono il 22,3% degli immatricolati, una percentuale sostanzialmente stabile rispetto a dieci anni fa (22,4%). Cresce la quota dei diplomati dell’istruzione professionale, passata dal 5,5% al 7,3%, mentre gli studenti internazionali con diploma estero sono aumentati dal 2,5% al 6,7%.
Nella graduatoria dei mega atenei statali Padova guida con un punteggio complessivo di 91,2, seguita dall’Università di Bologna (87,8). In terza posizione sale la Sapienza di Roma con 86 punti, superando l’Università di Pisa, ora quarta con 85,5 punti.
Tra i grandi atenei statali (20.000–40.000 iscritti) rimane al vertice l’Università della Calabria con 91,7 punti, seguita dall’Università di Pavia (90,2) e dall’Università di Cagliari (88,5). Tra i medi atenei statali primeggia l’Università di Sassari con 93,2 punti, che ha guadagnato tre posizioni; al secondo posto si conferma l’Università Politecnica delle Marche con 92,8, mentre Trento e Udine condividono il terzo posto con 92,7.
La categoria degli atenei statali piccoli (fino a 10.000 iscritti) è guidata dall’Università di Camerino con 95,3 punti. Seguono l’Università di Cassino, stabile in seconda posizione con 87,3, e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che sale di tre posizioni raggiungendo il terzo posto con 86 punti.
Tra gli atenei non statali la Luiss mantiene la prima posizione con un punteggio medio complessivo di 95,8 punti. Per i politecnici resta primo il Politecnico di Milano con 100,8 punti, seguito dal Politecnico di Torino (94,8) e dal Politecnico di Bari (85,7).
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