Klinger Italy evolve da semplice filiale commerciale a polo di sviluppo per il gruppo austriaco specializzato in valvole, indicatori di livello e guarnizioni industriali, presentando sul mercato un dispositivo progettato e realizzato interamente in Italia. Il prodotto si chiama KRP25 ed è un indicatore di livello pensato per i costruttori di caldaie industriali.
Si tratta di una soluzione mirata ma strategica: il KRP25 segna il primo passo di una trasformazione dell’offerta del gruppo verso soluzioni progettate sulle esigenze specifiche dei singoli settori, anziché puntare esclusivamente su prodotti standardizzati. L’obiettivo dichiarato è diventare partner tecnologico dei produttori, offrendo componenti che migliorino sicurezza ed efficienza operativa, semplifichino i processi produttivi e riducano i costi lungo la filiera.
Klinger Italy, con sede a Rho nell’area milanese, ha percorso una fase di crescita accelerata negli ultimi anni. Il fatturato è passato da circa 8 milioni di euro nel 2020 a 29 milioni previsti per il 2025, mantenendo, secondo l’azienda, una redditività a doppia cifra e una posizione finanziaria solida. L’espansione è stata sostenuta da crescita organica, acquisizioni e investimenti nelle competenze e nella capacità produttiva.
Questi risultati hanno aumentato il peso della controllata italiana all’interno del gruppo, che opera in 80 Paesi con 2.900 dipendenti e ricavi superiori a 686 milioni di euro. Fondata a Vienna nel 1886 da Richard Klinger, l’azienda è storicamente legata all’invenzione dell’indicatore di livello per liquidi, brevettato dalla famiglia oltre 140 anni fa e diventato uno standard in diversi impianti industriali. Il KRP25 si propone ora di aggiornare quella tradizione, mantenendo l’attenzione su affidabilità e sicurezza.
Secondo il ceo di Klinger Italy, Peppino Sampietro, l’approccio dell’azienda parte dalle esigenze concrete dei clienti per sviluppare soluzioni «più semplici, efficienti e competitive», un metodo che mira a rafforzare il posizionamento internazionale del gruppo come partner tecnologico.
Il progetto sulle caldaie industriali funge da banco di prova per un modello che Klinger intende estendere ad altri settori ad alta complessità, come l’energia, la chimica e il farmaceutico. In questi ambiti, la personalizzazione, la sicurezza degli impianti e l’affidabilità dei componenti possono influire in modo determinante sui costi e sulla continuità produttiva.
Per il gruppo austriaco, l’Italia assume così una funzione più ampia rispetto al ruolo tradizionale di base manifatturiera: la controllata italiana è chiamata a diventare un centro di ingegneria applicata, capace di tradurre le richieste dei clienti in tecnologie esportabili sui mercati internazionali. La crescita attesa dovrà tradursi anche in maggiore export, occupazione qualificata e trasferimento di competenze all’interno della filiera.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/klinger-dall-italia-nuova-spinta-all-innovazione-AJdis6U

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