Il mercato delle crociere in Italia registra un chiaro spostamento verso l’anticipo nelle prenotazioni: solo un italiano su dieci prenota una crociera entro 30 giorni dalla partenza. I dati raccolti da Ticketcrociere nel mese in corso evidenziano una netta prevalenza dell’early booking rispetto al last minute, insieme a un aumento significativo dei prezzi medi negli ultimi cinque anni.
Nei primi sei mesi dell’anno, sulle 3.409 prenotazioni analizzate, gli acquisti con partenza oltre nove mesi (early booking) rappresentano il 21,06%, più del doppio rispetto al 9,33% delle prenotazioni effettuate entro 30 giorni dalla partenza. Più di due prenotazioni su dieci sono dunque programmate con largo anticipo, mentre meno di una su dieci è di fatto last minute.
I costi medi sono aumentati in modo consistente: nei primi sei mesi del 2026 il prezzo medio per persona di una crociera si è attestato a 1.490 euro, +82% rispetto agli 819 euro del 2021. La spesa media per prenotazione ha raggiunto i 3.611 euro, pari a +74% rispetto ai 2.076 euro del 2021 e +16,8% rispetto ai 3.093 euro del 2025.
Secondo Matteo Lorusso, direttore generale di Taoticket, la società madre di Ticketcrociere, Ticketferries.com e Ticketprivatejet.com, l’early booking offre vantaggi concreti sia ai viaggiatori sia agli operatori: permette di pianificare il viaggio con anticipo e di distribuire meglio la spesa nel tempo, offrendo alle compagnie maggiore certezza nella programmazione commerciale. Pur riconoscendo che il last minute tende a garantire talvolta la finalizzazione della prenotazione, oggi quel segmento rappresenta una quota marginale del mercato.
Lorusso individua tre fattori principali alla base del calo del last minute. Il primo è l’aumento dei prezzi: prenotare con 8-12 mesi di anticipo consente alle famiglie di pianificare e, se necessario, dilazionare i pagamenti, anche mediante strumenti buy now pay later. Il secondo fattore è il progressivo allineamento del modello crocieristico a quello dei voli di linea: navi più grandi richiedono livelli elevati di riempimento per raggiungere il punto di pareggio, e gli algoritmi di dynamic pricing favoriscono chi prenota in anticipo, offrendo alle compagnie maggiore stabilità nelle vendite.
Il terzo motivo riguarda le preferenze dei viaggiatori: il crocierista moderno chiede soluzioni specifiche — camere comunicanti, suite o cabine in posizioni precise della nave — e chi prenota last minute spesso si trova a scegliere tra le ultime disponibilità, normalmente cabine garantite o senza vista. Questo cambiamento è anche alimentato dalle strategie di marketing delle grandi compagnie, che promuovono servizi accessori sempre più personalizzati trasformando la cabina in un elemento distintivo dell’esperienza di viaggio.
In un contesto di incertezza geopolitica, Lorusso osserva che l’anticipo nelle prenotazioni diventa una forma di protezione economica ed emotiva: la decisione di bloccare il viaggio con largo anticipo non è dettata dalla speranza di risparmiare all’ultimo, ma dalla volontà di assicurarsi condizioni migliori e privilegi a bordo. Chi invece prenota sotto data lo fa spesso per necessità improvvise, accettando tariffe più alte o offerte che non includono benefici rilevanti.
Infine, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, a trainare l’early booking degli italiani non sono le mete esotiche ma il Mediterraneo: nei primi sei mesi dell’anno il 45% delle prenotazioni fatte con largo anticipo ha riguardato crociere nel Mare nostrum, mentre i Caraibi si sono fermati al 18,21%.
Nel complesso, il mercato mostra un’evoluzione che premia la programmazione e la personalizzazione dell’offerta, riducendo progressivamente lo spazio per il last minute nel segmento crocieristico.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/crociere-tramonta-last-minute-e-salgono-prezzi-AJEO8WU

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