Il consiglio di amministrazione della Rai ha approvato il progetto di bilancio 2025 registrando un risultato netto consolidato positivo di 9,3 milioni di euro, il primo utile dopo otto anni. L’esito rompe una lunga serie di pareggi e consente, per la prima volta dall’introduzione dell’attuale sistema premiante, la corresponsione del 100% del premio di risultato ai dipendenti.
L’amministratore delegato Giampaolo Rossi interpreta il bilancio come segnale di «disciplina, direzione e capacità di esecuzione», sottolineando il ruolo della disciplina economico‑finanziaria, del ringiovanimento degli organici, dello sviluppo delle competenze digitali e dell’adozione di strumenti di intelligenza artificiale. La posizione finanziaria netta si attesta a 585 milioni di euro. Rossi ha evidenziato che l’ultimo utile era datato 2017 e che quello riportato oggi figura tra i migliori degli ultimi diciotto anni, senza ricorrere a operazioni straordinarie.
Nel corso della riunione del Cda è stato aggiornato anche il piano immobiliare, dossier considerato strategico per la trasformazione aziendale. Il piano prevede la cessione di 15 immobili di pregio, pari al 23% del patrimonio immobiliare della Rai, con l’obiettivo di realizzare quasi 250 milioni di euro. Oggi alle 12 è scaduto il termine per la manifestazione di interesse; entro luglio sono attese manifestazioni non vincolanti, con l’obiettivo di ricevere offerte vincolanti indicativamente in ottobre.
Kpmg Advisory, Kroll Advisory e lo studio legale BonelliErede sono gli advisor che seguono l’operazione. Secondo quanto risulta, sarebbero pervenute circa ottanta richieste di maggiori informazioni, indicazione che lascia prevedere una partecipazione diversificata di soggetti interessati ad approfondire il dossier. L’obiettivo della Rai è individuare un unico acquirente che possa acquisire l’intero pacchetto di asset.
Il Ministero della Cultura ha manifestato interesse per due immobili: il teatro delle Vittorie a Roma e Palazzo Labia a Venezia. In caso di vendita, il Ministero avrà 60 giorni dalla notifica del contratto di compravendita per esercitare la prelazione, che potrà essere esercitata alle stesse condizioni economiche offerte dall’aggiudicatario.
Nel corso del Cda, secondo ricostruzioni, il dibattito sul piano immobiliare è stato serrato e non sono mancati contrasti tra i consiglieri; uno dei nodi principali è di natura contabile: se il processo di dismissione non dovesse concludersi entro l’anno, le entrate previste non potrebbero essere contabilizzate nel 2026. Tuttavia non sono state adottate determinazioni formali e il piano non ha subito blocchi.
La strategia immobiliare è parte di un disegno più ampio volto a riposizionare la Rai come digital media company efficiente nella gestione di conti e asset. La società evidenzia come analoghi percorsi di razionalizzazione degli spazi siano stati intrapresi da altri broadcaster pubblici europei: in Spagna Rtve ha avviato un intervento di lungo periodo dal 2012, in Germania si procede con accorpamenti e hub produttivi, mentre la Bbc ha ridotto gli spazi di circa il 21% dal 2010, generando proventi dalle dismissioni reinvestiti nella trasformazione.
Rossi ha definito il piano industriale e quello immobiliare non come «un intervento ordinario» ma come «un passaggio atteso da decenni e oggi finalmente reso concreto», ribadendo che si tratta «non solo di un riordino patrimoniale, ma di un investimento strategico sul futuro della Rai come grande azienda culturale della Nazione».
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/rai-piano-immobiliare-cda-e-utile-93-milioni-AIlW1QDD

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