polarizzazione, concentrazione, capitalismo carismatico, oligopolio e monopolio sono emersi come i concetti più ricorrenti nelle relazioni presentate al convegno “Come sta cambiando il capitalismo americano”, organizzato a Trento in apertura del Festival dell’Economia. Le relazioni di Marcello Messori (Istituto Universitario Europeo), Moreno Bertoldi (ISPI) e Sandro Trento (Università di Trento) hanno descritto un panorama segnato da un forte processo di concentrazione industriale, con particolare attenzione al ruolo delle grandi imprese tecnologiche statunitensi. Una posizione parzialmente meno severa è stata espressa da Richard Robb (Columbia University), che ha sottolineato dati di efficienza produttiva meno negativi rispetto alle critiche mosse dai colleghi italiani.
Secondo Messori, l’amministrazione Trump ha accelerato una degenerazione del capitalismo statunitense, mettendo in discussione alcuni capisaldi del funzionamento dei mercati. In Europa si tende a ritenere che i mercati funzionino bene in quanto istituzioni che interagiscono con lo Stato; negli Stati Uniti, tra regolazioni più leggere e una tradizione diversa, il trasferimento delle innovazioni dal nucleo delle imprese innovative al resto dell’economia — che un tempo funzionava — oggi mostra segni di cedimento. Messori ha sottolineato che il nucleo delle società innovative ha assunto una struttura sempre più monopolistica e che l’intreccio tra innovazione tecnologica e potere politico è diventato molto stretto: queste imprese vivrebbero di trasferimenti statali e di scambi di favori con l’amministrazione.
Un altro elemento evidenziato è il mutamento delle relazioni internazionali: sia sotto il primo mandato di Trump sia durante l’amministrazione Biden il multilateralismo è stato, secondo Messori, sostituito da rapporti di potere bilaterali, con una strategia degli Stati Uniti volta a massimizzare i vantaggi per se stessi.
Richard Robb ha risposto mostrando una serie di slide nelle quali la produttività totale dei fattori per i singoli settori non risulta significativamente compromessa; al contrario, secondo Robb, l’efficienza settoriale è cresciuta nel tempo, offrendo una lettura meno allarmistica degli effetti delle trasformazioni in corso.
Anche Sandro Trento ha richiamato l’attenzione sul deterioramento del meccanismo di trasferimento delle innovazioni dalle imprese di punta verso le imprese follower. In molti settori, ha osservato, questo canale si è interrotto e le capacità di apprendimento si sono concentrate in poche società. Il risultato è una ristretta platea di soggetti — “enumerabili sulle dita di due mani”, nelle parole del relatore — che controllano infrastrutture essenziali quali accesso all’informazione, logistica e altri servizi chiave. Negli Stati Uniti, ha aggiunto Trento, non si è affrontato adeguatamente il problema regolatorio posto da questi oligopoli; in Europa, per contro, regolamentazioni di questo tipo sono state discretamente più presenti, benché vi siano pochissime imprese europee paragonabili a quelle americane.
Moreno Bertoldi ha portato un elemento empirico legato all’avvento dell’intelligenza artificiale e alla concentrazione sui mercati finanziari: osservando l’indice S&P 500, ha rilevato che i cosiddetti “magnifici sette” rappresentano oggi circa il 35% del peso dell’indice. Un livello di concentrazione senza precedenti dagli anni Ottanta; il valore massimo precedente si era registrato nel 2000, durante la bolla legata alle società Internet emergenti, quando la concentrazione si attestava tra il 18% e il 21%.
Il dibattito al Festival dell’Economia ha messo in luce due direttrici principali: da un lato la rilevanza delle politiche pubbliche — e delle relazioni tra imprese tecnologiche e potere politico — nel plasmare la struttura del capitalismo americano; dall’altro i segnali di crescente concentrazione e interruzione dei meccanismi di diffusione dell’innovazione. Le posizioni in campo mostrano sia preoccupazione per le derive oligopolistiche sia interpretazioni meno pessimistiche basate su indicatori di produttività, lasciando aperta la questione sulle risposte regolatorie e sulle implicazioni per il sistema economico globale.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/capitalismo-usa-come-si-evolve-o-come-si-involve-AItxYRBD

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