La Procura della Repubblica di Taranto ha notificato dieci avvisi di garanzia in relazione alla morte dell’operaio Loris Costantino avvenuta il 2 marzo nell’ex Ilva di Taranto. L’inchiesta coinvolge 4 rappresentanti di Gea Power, l’azienda di pulizie industriali appaltatrice, e 6 di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Gli indagati sono accusati di omicidio colposo in relazione alla tragedia.
Acciaierie d’Italia, committente del lavoro, vede coinvolti il direttore generale Maurizio Saitta, il direttore dello stabilimento di Taranto, Benedetto Valli, il capo area e reparto dell’agglomerato, insieme a due tecnici. La Procura ha incaricato Davide Ferorelli dell’Università di Bari per le indagini medicolegali sul caso.
L’incidente fatale di Costantino solleva interrogativi sui protocolli di sicurezza e sul rispetto delle prescrizioni durante i lavori. Acciaierie d’Italia e Gea Power sono chiamate a rendere conto sulle misure di sicurezza adottate. La Procura deve verificare se le azioni preventive necessarie sono state effettuate prima dell’incidente.
In parallelo, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha confermato incontri con l’azienda siderurgica indiana Jindal riguardo alla vendita dell’ex Ilva. Il contesto commerciale e le future acquisizioni nel settore si intrecciano con il delicato negoziato in corso per l’acquisto dell’ex Ilva.
Le indagini e le trattative in corso gettano luce su una vicenda complessa che coinvolge responsabilità aziendali e interessi economici in rapida evoluzione.

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