L’ Intelligenza Artificiale sta portando una rivoluzione senza precedenti nel Mercato del Lavoro, trasformando profondamente le dinamiche occupazionali. Per evitare che un gran numero di lavoratori subiscano il taglio dei posti di lavoro, è essenziale governare questa trasformazione tecnologica con regole comuni europee e investire massicciamente nella Formazione Continua. Questo è il cuore delle discussioni emerse durante un importante evento organizzato dal ministero del Lavoro insieme all’Inps e all’Inail, con la partecipazione di rappresentanti dell’Unione Europea e delle parti sociali.
Di recente è stato avviato l’Osservatorio per valutare l’impatto dell’ Intelligenza Artificiale sul Mercato del Lavoro, un’iniziativa fondamentale guidata dal padre Benanti. Secondo i più recenti dati Istat, il 16,4% delle imprese con almeno 10 dipendenti utilizza attualmente almeno una Tecnologia di Intelligenza Artificiale, un significativo aumento rispetto all’8,2% registrato nel 2024. Le grandi imprese presentano una crescita ancor più fulminea, passando dal 32,5% del 2024 al 53,1% attuale.
L’ Intelligenza Artificiale rappresenta una rivoluzione senza precedenti, come sottolineato dalla premiera Meloni, che ha affermato che ormai non è più il lavoro fisico dell’uomo a essere soppiantato, bensì il suo intelletto. Questa trasformazione ha il potenziale di rendere sempre più lavoratori superflui, lasciando intravedere un futuro di impoverimento per la classe media. Pertanto, è cruciale governare questo processo affinché sia equo e orientato verso il benessere delle persone, garantendo i diritti e i bisogni individuali.
La ministra del Lavoro Calderone ha evidenziato il ruolo pionieristico dell’Italia nell’adozione dell’IA a livello europeo, anticipando i tempi di applicazione della normativa con la legge n. 132 del 2025. L’obiettivo principale rimane quello dell’ Inclusione Sociale attraverso il lavoro dignitoso e equo.
L’Unione Europea sottolinea che il 15% dei posti di lavoro attuali potrebbe essere sostituito dall’IA e si pone la domanda cruciale su come guidare questa trasformazione in modo inclusivo e sicuro, evitando ulteriori disuguaglianze e fragilità sociali.
Confidustria, insieme alla Commissione Europea, evidenzia che l’IA è l’ulteriore infrastruttura su cui costruire la produttività e i modelli sociali futuri, sottolineando che essa dovrebbe essere vista come un supporto al lavoro umano anziché come un suo sostituto.
Inps e Inail mettono in luce come l’IA possa semplificare le interazioni con i cittadini, rispondendo rapidamente alle richieste e identificando efficacemente i loro bisogni. Si auspica pertanto un “piano Marshall per l’IA”.
Il segretario confederale della Cisl Pirulli, durante il suo intervento, ha sottolineato l’importanza di creare lavoro di qualità che dia significato alle persone, evidenziando che un giovane su cinque attualmente non trova senso nel proprio impiego. Il cambiamento in atto deve essere gestito in modo oculato, sempre al fine di garantire un futuro lavorativo inclusivo e rappresentativo per tutte le generazioni.

Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/ia-e-lavoro-necessario-un-percorso-comune-ue-1.3353545

Ebilav.it - CF: 97795640016 - © 2015-2019 Koweb | Tutti i diritti riservati