La riforma costituzionale della giustizia, che prevede la separazione strutturale tra magistratura requirente e giudicante, il conseguente sdoppiamento del Csm e l’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare per i magistrati, è stata approvata in terza lettura dalla Camera dei Deputati. Il provvedimento ora attende il passaggio al Senato per il quarto step parlamentare prima del referendum confermativo previsto per la primavera del 2026.
Durante la seduta a Montecitorio, si è scatenata una forte polemica politica che ha portato a un vero e proprio scontro al termine della votazione. Mentre la maggioranza vede questa riforma come storica, le opposizioni la considerano un intervento pericoloso per gli equilibri democratici del Paese.
Il tema della giustizia, da sempre delicato nel dibattito politico italiano, si colloca in un contesto di tensioni tra schieramenti che vanno dalla situazione drammatica a Gaza (con le opposizioni che chiedono alla premier Meloni di rendere conto in Aula) fino alle elezioni regionali in autunno. La prima tappa sarà nelle Marche il 27 e il 28 settembre. Recentemente c’è stato un confronto ad Ancona tra i leader del centrodestra e la segretaria del Pd Schlein a Pesaro, entrambi presenti per sostenere i rispettivi candidati Acquaroli e Ricci. La questione del salario minimo, respinta dalla maggioranza che mira a inserire misure di sostegno al ceto medio nella manovra, è stata ripresa in particolare da Schlein.
Il viceministro dell’Economia, Leo, ha ribadito l’approccio del governo: concentrarsi sulla volontà di sostenere il ceto medio, con un’attenzione speciale alla fascia di reddito tra 28.000 e 50.000 euro. Una proposta è quella di ridurre l’aliquota Irpef dal 35% al 33% e potenzialmente estenderla fino a 60.000 euro, coinvolgendo circa 13,6 milioni di contribuenti.
In un’intervista a Italia Oggi, la leader della Cisl Fumarola ha esortato al confronto con il Governo per trovare soluzioni concrete. Fumarola ha sottolineato le priorità nella legge di bilancio, richiedendo maggiore attenzione per salute, sicurezza sul lavoro, innovative tutele, collaborazioni mirate e finanziamenti specifici per innovazione e formazione. Ha sottolineato la necessità di ridurre la pressione fiscale sui redditi medi e popolari, portando l’aliquota Irpef al 32% fino a 60.000 euro e contrastando nuovi condoni fiscali.
Fumarola ha inoltre chiesto estensioni delle detassazioni alle tredicesime, compensando con maggiori tassazioni su grandi rendite immobiliari e finanziarie. Sono stati richiesti anche ulteriori interventi per famiglie, welfare, sanità, istruzione, alloggio, pubblica amministrazione, revisione delle norme pensionistiche e stabilità dei finanziamenti per la legge sulla partecipazione.
Rispondendo ai dati positivi sull’ occupazione, Fumarola ha evidenziato che nonostante il rallentamento industriale e la scarsità di competenze, è necessario lavorare ancora su ulteriori sfide come l’inclusione femminile e il supporto ai giovani. Si è parlato della necessità di attrarre investimenti pubblici e privati, correggere gli incentivi concentrati sulle imprese con contratti di qualità, promuovere relazioni industriali partecipative e favorire assunzioni e formazione di donne e giovani inattivi (Neet) attraverso l’apprendistato.
Inoltre, mercoledì scorso si è tenuto un incontro tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria su tutti questi temi. Il Presidente di Confindustria Orsini ha manifestato apertura nel costruire insieme una strategia condivisa di sviluppo industriale basata su salute, sicurezza sul lavoro, incremento degli investimenti, innovazione, qualificazione del lavoro, aumento della produttività e dei salari per affrontare le complessità del presente.

Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/scontro-sulla-riforma-della-giustizia-1.3351541

Ebilav.it - CF: 97795640016 - © 2015-2019 Koweb | Tutti i diritti riservati