Era il 14 agosto 2018, alle 11:36, quando il viadotto sul Polcevera nella città di Genova ha vissuto un evento sconvolgente. In una giornata di vigilia di Ferragosto, mentre la pioggia batteva violentemente, la pila 9 del ponte progettato dall’ingegnere Riccardo Morandi e inaugurato nel lontano 1967 è improvvisamente crollata, trascinando con sé circa 250 metri di strada. Quel tratto di infrastruttura, considerato un esempio di grande architettura e affettuosamente chiamato dai genovesi “il ponte di Brooklyn”, è caduto di fronte agli occhi sbigottiti di numerosi spettatori che stavano riprendendo con i loro cellulari la tempesta che si abbattava sul viadotto. La tragica sciagura ha lasciato nell’oscurità della morte ben 43 persone in un istante.
Da quel momento, Genova ha vissuto una trasformazione. Ciò che un tempo rappresentava un simbolo di grandezza architettonica è diventato all’improvviso il triste emblema di tutte le problematiche infrastrutturali che affliggono l’Italia. Il crollo del ponte ha causato la chiusura delle autostrade A7 e A10, nonché di diverse strade sottostanti, e ha richiesto l’evacuazione precauzionale di 566 residenti. La gestione dell’infrastruttura da parte di Autostrade per l’Italia e della sua controllata Spea è finita sotto accusa, aprendo un’ Inchiesta che ha coinvolto numerose figure di rilievo, tra cui l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci.
Mentre i processi continuano a mettere in luce le responsabilità in merito alla gestione del ponte, Genova ha trovato la forza di rialzarsi. Grazie al supporto del governo e al decreto di Ricostruzione che ha stanziato fondi significativi per la città, Genova è rinata dalle ceneri. Il nuovo Ponte San Giorgio, progettato da Renzo Piano e realizzato in un tempo record, ha simboleggiato la Resilienza e la determinazione dei genovesi a voltare pagina.
Oggi, 14 agosto 2024, a sei anni dalla Tragedia, Genova si prepara a commemorare le 43 anime perdute in quella terribile giornata. Le cerimonie di ricordo si terranno con la massima solennità, onorando le vittime e riaffermando la determinazione di ripartire più forti di prima. Il Memoriale, che aprirà nell’area dell’ex pila 9, rappresenterà un luogo di memoria e riflessione, fornendo una testimonianza tangibile delle conseguenze devastanti di quel tragico evento.
La città di Genova si propone così di celebrare la vita e onorare il coraggio dimostrato durante la Tragedia, guardando al futuro con speranza e fiducia nella possibilità di una giustizia che faccia luce sulle responsabilità e garantisca un futuro più sicuro per tutti i cittadini.

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