La Ricerca e l’ Innovazione sono alla base dello sviluppo economico e sociale dell’ Unione Europea, un concetto ampiamente condiviso a tutti i livelli istituzionali. Recentemente, durante il prestigioso evento di R2B, il Salone internazionale della Ricerca e delle competenze per l’ Innovazione, tenutosi a Bologna il 26 e 27 giugno, si è discusso animatamente sul passaggio dall’enunciazione di intenti alla concretizzazione di azioni efficaci. L’attenzione si è particolarmente concentrata sulla scelta della Governance e degli strumenti più idonei per gestire le risorse europee, soprattutto i Fondi Strutturali della politica di coesione. Nonostante gli enormi finanziamenti stanziati ogni anno in Italia, si registra una persistente disomogeneità tra regioni europee e italiane. Le regioni, in particolare l’Emilia-Romagna, esprimono preoccupazione per la recente decisione di recentralizzare a Roma la politica di coesione, contrariamente alle loro aspettative.
In un panorama di revisione delle politiche comunitarie 2021-2027, emerse dalle discussioni un’area di criticità che riguarda principalmente le Politiche di Coesione, cui viene destinato solo il 5% del budget comunitario per la Ricerca e l’ Innovazione. Questa redistribuzione delle politiche, centralizzata a livello governativo, richiama all’attenzione la necessità di difendere il ruolo fondamentale della politica di coesione per la sua capacità inclusiva.
Con il cambio di orientamento post-2027, le tematiche centrali si concentreranno su trend demografici, rischio climatico, tecnologie disruptive come l’intelligenza artificiale e la difesa. È dunque indispensabile una nuova strategia che sostenga sia la Ricerca di base che quella applicata, coinvolgendo attivamente le imprese nello sviluppo e attuazione delle politiche.
La Pandemia ha accelerato l’implementazione di risorse straordinarie come il Next Generation EU, ma sorgono legittime preoccupazioni sulla sostenibilità a lungo termine di queste misure d’emergenza e sui loro effetti sul tessuto economico e sociale. In questo contesto, i dottorati appaiono come un esempio positivo di collaborazione pubblico-privata che potrebbe contribuire a trasformare la Ricerca in valore aggiunto per il Paese.
Il panorama futuro evidenzia la necessità di Politiche di Coesione locali e mirate, con una riveduta Governance pubblica che favorisca l’integrazione e la semplificazione dei processi decisionali e amministrativi. La condivisione e la comprensione delle azioni europee a sostegno della crescita intelligente, inclusiva e sostenibile diventano un imperativo per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità dei 27 Stati membri.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/fondi-europei-crescono-timori-la-tendenza-ad-accentrare-gestione-AFgWtcJC

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