“Far sentire la voce del sindacato qui, stringere il presidio delle forze sociali in questo luogo è un atto politico in sé. Una scelta che contiene un messaggio alle istituzioni nazionali e locali. Bisogna stringere la rete della società civile e dello Stato. Qui come altrove.” Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl arriva all’Istituto Comprensivo Statale 3 ”Parco Verde” di Caivano dove la Cisl scuola ha riunito il proprio Consiglio Generale nazionale perché ”la scuola non abbandona nessuno”, per una promessa fatta ad ottobre scorso quando era stato lo stesso Sbarra, nel suo intervento, a lanciare la proposta di tenere una riunione del massimo organo statutario della categoria a Caivano, teatro nei mesi precedenti di gravissimi episodi di violenza a danno e per opera di minori. L’abbraccio con il parroco don Maurizio Patricello, per il quale ”l’emergenza istruzione è grande qui come lo è in altre zone. Logicamente, nei quartieri a rischio, nei quartieri popolari tutto viene accentuato ma il problema è uguale ad altre zone. Il primo gradino che dobbiamo salire non è solo quello dell’istruire, ma di far amare lo studio ai nostri ragazzi perché finché lo vedranno come una fatica cercheranno di scappare via”.
”Le periferie sociali e dell’esistenza sono diffuse”, afferma Sbarra sottolineando come “le Caivano d’Italia sono tante”. Per il numero uno della Cisl ”i divari territoriali, la povertà educativa e la dispersione scolastica sono le trincee in cui tutti, per primo il sindacato, dobbiamo sentire il dovere di stare. Per far sì che davvero la scuola non abbandoni nessuno, per contrastare la marginalità economica e sociale, impedendo che la povertà cognitiva e funzionale spinga i giovani verso criminalità, devianza ed esclusione”, ha affermato. Secondo il sindacalista la “lotta alla criminalità va combattuta innanzitutto con il lavoro, la qualità e la stabilità della occupazione, il rispetto dei diritti e delle tutele. Ma serve tanta prevenzione e formazione. Bisogna serrare le maglie della rete tra scuola, famiglie e comunità. I Comuni e le scuole hanno bisogno di più risorse per i servizi, i trasporti, le mense, laboratori. Per aumentare il tempo scuola e l’offerta formativa, sportiva e culturale, con scuole aperte e partecipate su tutto il territorio nazionale. Per valorizzare e garantire migliori condizioni ai docenti, troppo spesso lasciati soli a fare da avamposto dello Stato in territori difficili”.
territorio dove secondo l’ultimo rapporto dell’ufficio scolastico regionale più di 4mila ragazzi nel 2023/2024 non vanno più scuola e dove la percentuale di assenze raggiunge il 50%. ”Una battaglia contro la dispersione che dobbiamo combattere tutti insieme – afferma il Preside d’istituto Bartolomeo Perna- sono venti anni che sono qui e non ho mai visto nessuno. Dobbiamo continuare quest’opera di impegno e vicinanza delle istituzioni. Qui gli insegnanti combattono a mani nude. Arrivano con il sorriso e vanno via con il sudore”. Ecco perché la segretaria generale della Cisl scuola Barbacci parla di ”evitare il rischio che nei confronti delle realtà in prima linea nel contrasto agli abbandoni e alla dispersione scolastica si intervenga con la logica dell’emergenza, magari legata a una temporanea maggiore disponibilità di risorse. Serve agire in modo strutturale, mettendo il sistema in condizione di agire ovunque con la massima efficacia. Insieme alle risorse, va assicurato un adeguato e costante supporto formativo al personale che opera in aree di più acuta emergenza educativa. E vanno garantiti incentivi e riconoscimenti per la particolare gravosità del lavoro svolto, in una logica che punti a favorire la presenza delle migliori competenze là dove ce n’è più bisogno”.
”Siamo qui per riconfermare la volontà di sostenere gli operatori scolastici di Caivano per accompagnarli in un cammino di cui conosciamo le difficoltà e costruire la classe dirigente del domani utile a far crescere il territorio” dice il segretario generale della Cisl scuola di Napoli Pasquale Longo.
Conclude Sbarra: ”Se l’Italia non la smetterà di essere tra i Paesi europei quello che in percentuale investe meno in educazione, la situazione resterà drammatica. Dobbiamo creare le condizioni per aprire una sede qui per dare un forte segnale di presenza. La battaglia contro il crimine deve essere un impegno di tutti. Il sindacato deve popolare i luoghi dell’esclusione. Investire di più in istruzione e formazione significa anche arginare la marginalità economica e sociale”.

Maggiori approfondimenti: http://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/scuola-fondamentale-per-il-contrasto-della-marginalit%C3%A0-1.3289724

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