“Abbiamo fatto richiesta di un incontro per quanto riguarda l’Autorità del sistema portuale, la più colpita dall’inchiesta sulla Regione Liguria. Per capire quali conseguenze avrà su uno scalo che lavora e molto. Il timore è una sorta di blocco con conseguenze gravi sull’ economia e soprattutto sull’ occupazione”. Lo afferma Mauro Scognamillo, segretario generale di Fit Cisl Liguria, che sullo scalo della Lanterna è particolarmente attento e lo segue con continuità. Ma per comprendere il motivo per cui l’esponente cislino si dice tanto preoccupato occorre fare una sorta di replay sugli eventi che hanno colpito le istituzioni liguri a maggio e sottolineare che ci sono effetti collaterali e indesiderati, che si verificano quando un qualche evento porta con se conseguenze che non entrano direttamente nel fatto, ma ne derivano e producono problemi pari a quelli dell’evento negativo. Situazioni delle quali si parla forse non a sufficienza, incentrati come si è, nel focus dell’evento primario, ma che possono essere anche più deleterie. E’ esattamente ciò che consegue alla maxi inchiesta giudiziaria che vede 31 indagati e gli arresti eccellenti del governatore ligure Toti, del suo braccio destro, dell’ex presidente dell’ Autorità portuale Signorini e del maggiore e più forte imprenditore portuale Aldo Spinelli, anche ex patron della squadra del Genoa. Politica e carte di indagine a parte, l’inchiesta vede il porto al centro di tutto, per concessioni, assegnazione dei moli, tra regali e presunta corruzione. Tutto ovviamente sulla base della presunzione di innocenza e del mantra che nessuno può essere dichiarato colpevole fino al terzo grado di giudizio. Ma mentre la politica dibatte, polemizza e si interroga, ed i giudici indagano, prorompe in scena l’ipotesi di blocco del porto, tanto che il Mit vuole vederci chiaro e manda a Genova gli ispettori per verificare eventuali “atti illegali” nel sistema. In tutto questo è inevitabile che l’ attività portuale diventi nervosa e si accendano timori sul futuro di uno scalo grande come il mondo e foriero di economia ed occupazione. A cogliere questo aspetto e a decidere di non stare alla finestra è appunto Fit Cisl, che intende essere protagonista nella risposta a tanto sommovimento. Per tale motivo Scognamillo chiede con forza un incontro, dicendosi pronto anche ad agire: “Il Co Mitato portuale non si riunisce – afferma – ma qualcuno dell’ Autorità portuale deve farci capire come stanno le cose. Come proseguire. Non si può paralizzare un porto e le attività collegate”. Ed invoca risposte precise alle preoccupazioni del sindacato: “Ripeto che qualcuno ci deve dare delle risposte. In base a queste valuteremo cosa fare e come eventualmente intervenire per scongiurare i problemi che potrebbero esserci a cascata. Soprattutto nell’ occupazione che è consequenziale”. Tensione quindi assolutamente propositiva e assicurazione che Fit Cisl è pronta a collaborare. L’inchiesta ha toccato Aldo Spinelli, numero uno nella portualità genovese e non solo ed in ballo ci sono terminal, assegnazioni e grandi interessi per gli operatori dello shipping. “C’è già – sottolinea Scognamillo – un rallentamento del lavoro. Dobbiamo incontrarci, lo abbiamo già chiesto. E’ indispensabile per sapere come muoversi, cosa fare. E noi siamo pronti ad agire, ma occorre che ci si incontri”.

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