«Cosa significa? Tanto per cominciare che le 100 assunzioni già previste non basteranno più». Pareva già una scommessa non banale quella di David Avino, un aumento del 50% dell’organico di Argotec per far fronte alle nuove commesse in arrivo all’azienda spaziale torinese. Ampliamento robusto, realizzato in parallelo ad un maxi-investimento da 24 milioni di euro per una nuova sede produttiva. Organico che andrà però ampiamente ritoccato alla luce dell’annuncio fatto dalla Nasa, che ha inserito proprio Argotec nella cerchia di fornitori che faranno parte del programma Rapid Spacecraft Acquisition Services. “Club” ristretto, appena quattro aziende, con Argotec unica rappresentante non statunitense. Imprese della space economy che si spartiranno un budget “monstre” da sei miliardi di dollari, contratto che ha una durata iniziale fino ad agosto 2025, con la possibilità di estensione al 2030. «Il processo di selezione è durato oltre un anno – spiega il fondatore di Argotec – e per noi si tratta veramente di una svolta. È un premio alla nostra visione strategica, quella di aver investito nella creazione di una sede statunitense, in modo da posizionarci nel maggior mercato mondiale del settore». Controllata Usa che può contare su due strutture in Maryland e Florida, con investimenti per 25 milioni di dollari, presenza che ha facilitato il percorso di avvicinamento verso la Nasa. Agenzia spaziale che peraltro ha già sperimentato le capacità della Pmi torinese, affidandole la realizzazione di due satelliti da inviare nello spazio profondo. Missioni di successo completate nel corso del 2022, una delle quali, la documentazione fotografica della prima deviazione cinetica di un asteroide, è stata premiata come migliore missione dell’anno. Ora Argotec lavorerà a supporto del centro spaziale Nasa del Maryland, che commissionerà alle aziende scelte satelliti, componenti e servizi. «Dietro a questa selezione – aggiunge Avino – c’è in effetti il riconoscimento delle capacità dimostrate e dell’affidabilità nel portare a termine i progetti. Ci eravamo già attrezzati per irrobustire la nostra capacità realizzativa di satelliti ma ora naturalmente dobbiamo accelerare». Dopo aver chiuso il 2023 con ricavi per 23 milioni, le previsioni per l’anno in corso vedono un più che raddoppio, mentre gli ordini già acquisiti valgono 50 milioni. Una goccia, tuttavia, se si guarda al budget globale che Nasa mette in campo. «Non so dire quale potrà essere la nostra quota – aggiunge l’imprenditore – ma certamente il budget è diretto a queste quattro aziende, tra cui noi: direi che le potenzialità sono davvero enormi. Essere una delle poche realtà al mondo inserite in questo programma testimonia la nostra capacità e la qualità della nostra attività ingegneristica. E tutto questo è reso possibile grazie ai continui investimenti in ricerca e innovazione». Argotec, fondata da Avino a Torino nel 2008, si è specializzata nella produzione di piccoli satelliti e soluzioni di comfort per astronauti, conquistando anche commesse milionarie nell’ambito della costellazione Iride, finanziata attraverso il Pnrr, da completare entro il 2026. Satelliti che verranno realizzati alle porte di Torino nel nuovo Space Park da 12mila metri quadri, sede che ha visto un investimento di 24 milioni di euro e che verrà ufficialmente inaugurata ad ottobre, ma in cui già sono all’opera alcuni reparti. Il successo di Argotec non è un caso isolato all’interno della filiera spaziale italiana, che negli anni ha saputo conquistare spazi crescenti conquistando commesse con i maggiori committenti globali, entrando ripetutamente in missioni internazionali. Filiera che rappresenta un esempio delle capacità innovative del paese, come evidenzia il Vice Presidente per la Ricerca e Sviluppo di Confindustria. «Il risultato ottenuto dalla Argotec – spiega Francesco De Santis, – è un riconoscimento alla capacità innovativa italiana. La storia di Argotec è di un’impresa giovane in continua crescita, in un terreno fatto di competitors a livello mondiale. Un successo costruito sulla Ricerca e Sviluppo e sulla capacità di essere innovativi e flessibili puntando su competenze di alto livello e sull’entusiasmo che deriva dal lavorare alla frontiera della ricerca. Un percorso condiviso con altre imprese che in questi anni hanno incrementato gli investimenti in R&S rafforzando la propria competitività e la capacità di attrarre anche giovani ricercatori. È a sostenere questa crescita che è diretta l’azione di Confindustria per porre R&S al centro delle strategie del Paese».

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/argotec-pole-sei-miliardi-commesse-nasa-AGA40JB

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