Un piano d’azione con una spiccata voglia d’innovazione per far fronte alle molteplici crisi industriali che affliggono la Sardegna, con un valore complessivo di oltre un miliardo di euro. Questo piano copre una vasta gamma di settori, che vanno dalla metallurgia alla chimica verde, includendo il recupero e la bonifica delle aree degradate. Al centro di questa iniziativa c’è il “Tavolo delle vertenze”, fondato dall’assessorato dell’Industria con lo scopo di analizzare le varie problematiche e sviluppare strategie mirate alla risoluzione delle stesse.
L’obiettivo principale del tavolo non è solo quello di mappare le situazioni critiche presenti in Sardegna, ma anche di creare le condizioni necessarie, attraverso lo scambio di idee e la partecipazione attiva, per supportare la risoluzione delle problematiche a livello nazionale e giungere a soluzioni concrete entro tempi ragionevoli. Attualmente, sono in corso trattative con il Governo centrale per definire le prossime mosse.
Una delle situazioni più rilevanti riguarda il polo industriale di Portovesme, con le sue industrie di metallurgia non ferrosa dell’alluminio e del piombo e zinco. In quest’area critica, dove si concentra anche la questione del Just Transition Fund, si sta giocando una partita decisiva con risorse che superano il miliardo di euro. Gli investimenti per il rilancio della filiera dell’alluminio, con Eurallumina in prima linea, rappresentano un tassello fondamentale per il futuro del settore. Tuttavia, alcuni ostacoli, come le questioni energetiche e l’attesa del Dpcm, devono ancora essere superati per completare il piano che prevede investimenti di circa 300 milioni di euro.
Un’altra criticità riguarda Sider Alloys e il suo impianto per la produzione di alluminio primario, che ha attivato la cassa integrazione per buona parte dei dipendenti in attesa di completare il processo di riaccensione. I sindacati hanno preso posizione sul tema, chiedendo un intervento deciso da parte del Governo per garantire la continuità occupazionale e lo sviluppo delle attività.
Inoltre, sono in gioco anche gli investimenti della Glencore e del progetto sul litio, nichel e cobalto, che puntano a posizionare l’hub di Portovesme come un polo leader nella produzione di materiali sostenibili per batterie in Europa. Questo progetto, del valore di oltre mezzo miliardo di euro, potrebbe dare un’ulteriore spinta all’industria locale e all’economia regionale.
Infine, non vanno dimenticati i progetti legati al Just Transition Fund, che mettono a disposizione risorse significative per la trasformazione e la valorizzazione del settore chimico verde a Porto Torres, un altro importante passo verso un’economia più sostenibile e moderna.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/sardegna-nasce-tavolo-vertenze-industriali-AFmkspvD

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