Sul pianeta calcio si profila un’importante tempesta legata alla lotta contro il riciclaggio. Il calcio, uno dei settori più competitivi del panorama dell’intrattenimento, principalmente concentrato in Europa con le sue cinque principali leghe e le competizioni UEFA tra le più seguite al mondo, si trova ora coinvolto nel nuovo regolamento antiriciclaggio recentemente approvato come risoluzione legislativa dalla Plenaria di Strasburgo. Questo regolamento, parte integrante della sesta direttiva AML (anti riciclaggio di denaro), approvata parallelamente dal Parlamento europeo, entra a far parte del quadro normativo obbligatorio per tutti e 27 gli Stati membri e sarà applicabile autonomamente entro i prossimi 36 mesi. L’obiettivo principale di queste nuove norme è chiudere le vie ancora aperte per i flussi internazionali di denaro illecito, concentrandosi in particolare sul mondo del calcio professionistico.
Il calcio professionistico diventa il principale bersaglio di queste nuove regole in quanto, come dichiarato dalle premesse, presenta caratteristiche che richiedono un’urgenza di intervento: la sua popolarità a livello mondiale, gli ingenti quantitativi di denaro in gioco, i flussi finanziari e gli interessi coinvolti, oltre alla complessità delle operazioni transfrontaliere e la presenza di proprietà poco trasparenti. Le autorità antiriciclaggio, che vanno dalle unità di intelligence finanziaria alla nuova autorità AMLA fino alla Procura europea EPPO, sorveglieranno le transazioni relative alla compravendita di calciatori, ai finanziamenti delle società calcistiche professionistiche, agli accordi di sponsorizzazione e a tutte le operazioni coinvolgenti agenti o altri intermediari del settore calcistico.
Il meccanismo di intervento si basa sul classico approccio dell’antiriciclaggio, che impone un controllo sull’origine dei flussi finanziari, affidato legalmente ai “soggetti obbligati”. Questi soggetti devono monitorare, verificare e, in caso di sospetti, segnalare le operazioni alle autorità AML. Tra i soggetti obbligati compaiono ora agenti calcistici e società calcistiche professionistiche, cui viene affidato il compito di tutelare l’integrità finanziaria del sistema calcistico e di segnalare eventuali tentativi di riciclaggio. L’obbligo di tracciare le operazioni che coinvolgono investitori, sponsor, agenti e trasferimenti di calciatori si estende a tutte le società professionistiche con licenza per partecipare ai campionati, escludendo solo quelle con fatturato inferiore a 5 milioni di euro, a meno che gli Stati membri decidano di applicare le regole anche in situazioni limitrofe.
Finanziatori, azionisti, sponsor e agenti delle società calcistiche saranno soggetti a controlli accurati, che non si limiteranno alla verifica dell’identità personale del contraente, ma includeranno la ricerca del vero titolare effettivo per comprendere appieno la struttura di proprietà e controllo del cliente. In un contesto moderno contraddistinto da sanzioni internazionali contro Paesi ostili e oligarchi, i nuovi soggetti obbligati dovranno agire con attenzione e precisione nella verifica delle operazioni. Nel caso in cui la verifica non sia adeguata, agenti e presidenti dovranno astenersi dalle transazioni sospette e segnalarle prontamente. Le società e gli agenti potranno rivolgersi alle unità di intelligence finanziaria, come la UIF in Italia, che dovranno rispondere entro tre giorni. Le sanzioni per chi non rispetta le norme dovranno essere decise dagli Stati membri e devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/calcio-societa-e-procuratori-rete-dell-antiriciclaggio-AFMcCwkD

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