Quest’anno, il giorno di Pasquetta, oltre a segnare la tradizionale festività, ha portato con sé il ritorno dello smart working come pratica ordinaria, regolata dalla legge n. 81/2017. Le semplificazioni precedentemente previste per genitori con figli di età inferiore ai 14 anni e per i lavoratori fragili fino al 31 marzo 2024, sono gradualmente scomparse.
La modalità di lavoro agile è ormai parte integrante delle pratiche lavorative di molte aziende e dipendenti. Ecco alcuni punti chiave che regoleranno questa forma di lavoro:
1) Gli imprenditori che scelgono il lavoro agile dovranno stipulare un accordo individuale con ciascun dipendente. Il lavoro agile non è più considerato un “diritto” del dipendente come durante la pandemia, ma piuttosto una “modalità di esecuzione della prestazione”.
2) Durante l’emergenza Covid, molte aziende hanno regolamentato lo smart working attraverso contratti collettivi stipulati internamente. Se tale accordo è a tempo indeterminato, le imprese possono apportare modifiche e proporre eventuali rinnovi senza necessità di comunicarlo al ministero del Lavoro. Al contrario, accordi individuali a termine devono essere comunicati al ministero.
3) La disciplina del lavoro agile assegna priorità a determinate categorie di lavoratori, come specificato nella legge n. 81/2017. Le richieste di lavoro agile presentate da genitori con figli fino a dodici anni o con figli disabili devono ricevere particolare attenzione. Anche le richieste avanzate da lavoratori con disabilità o che hanno il ruolo di caregiver devono essere considerate prioritarie.
4) I dipendenti anziani sopra i 55 anni hanno ottenuto una priorità nella richiesta di lavoro agile secondo il Decreto anziani. Tale disposizione promuove la salute e l’invecchiamento attivo dei lavoratori più anziani.
5) Nonostante alcune categorie siano considerate prioritarie per lo smart working, non è un diritto automatico. Dipende dal datore di lavoro implementare questa modalità in azienda. I lavoratori, anche se inclusi nelle categorie prioritarie, non possono pretendere il lavoro agile se l’azienda non lo prevede.
Nel 2023, il numero di lavoratori da remoto in Italia è aumentato leggermente, raggiungendo i 3,585 milioni, con una significativa crescita rispetto al periodo pre-Covid. Nel 2024, si stima che gli smart worker in Italia saranno 3,65 milioni, secondo l’Osservatorio smart working della School of Management del Politecnico di Milano.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/smart-working-semplificato-addio-ritorno-vecchie-regole-cinque-punti-AF2hJFHD

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