Sei proposte per le Pmi del Mezzogiorno: dare il via libera e rendere strutturale il Credito di Imposta nella Zes Unica; riformare il Fondo di Garanzia per le Pmi rendendo strutturale il sostegno investimenti e liquidità, innalzando la soglia a 5 o 10 milioni; consentire la cumulabilità degli incentivi di Transizione 5.0 con il Credito di Imposta della Zes Unica; promuovere la crescita dimensionale delle Pmi attraverso un credito d’imposta sulle spese relative ai Basket Bond; favorire gli incentivi alla Patrimonializzazione; prevedere incentivi incrementali e sgravi fiscali per le Pmi delle Aree Interne. Sono le priorità indicate dalla Piccola Industria della Campania, in occasione della presentazione del Rapporto annuale dedicato al 2023. «La Campania è stata la prima regione italiana per Export _ dice Francesco Izzo, ordinario di Strategie e management dell’Innovazione presso l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, che ha curato e presentato il Rapporto – Il settore manifatturiero nel 2023 ha registrato un incremento delle esportazioni del 30%, trainate dal comparto farmaceutico e da quello dell’auto, come rivela l’Istat. E in particolare da due grandi aziende come Novartis e Stellantis». Un anno positivo, nonostante una leggera diminuzione nel numero di unità locali rispetto al 2020. Sono dominanti anche i settori alimentare, quello della fabbricazione di prodotti in metallo e dell’abbigliamento. Ma il comparto in cui si registra una crescita significativa è quello delle Costruzioni, con un aumento di oltre 6 mila unità locali in un solo anno, influenzato dalle politiche nazionali (Superbonus) a sostegno degli interventi di ristrutturazione edilizia. Nel settore dei Servizi, il commercio (all’ingrosso e al dettaglio) è dominante, anche se in calo rispetto all’anno precedente. Altri settori rilevanti sono trasporto di merci, alberghiero e ristorazione, nonché le attività professionali, scientifiche e tecniche. Le previsioni 2024 e 2025 indicano un leggero recupero grazie all’impatto degli investimenti del PNRR. A destare pre Occupazione sono gli alti tassi di povertà, aggravati da Occupazione precaria e bassa intensità di lavoro. Il disegno di legge per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario avrà implicazioni significative sul governo e sull’organizzazione delle Politiche Regionali. Sul fronte degli Investimenti Pubblici, si allarga lo scostamento tra spesa effettiva e spesa attesa del PNRR. Lo studio è stato presentato, all’Unione Industriali di Napoli, da Pasquale Lampugnale (presidente regionale e vicepresidente nazionale della PI Conf Industria): «Le Pmi campane – dice – hanno bisogno di strumenti di sostegno agli investimenti, in particolare per affrontare sfide epocali come la transizione digitale e la sostenibilità. Le attuali condizioni di Accesso al Credito e alla finanza non favoriscono però gli investimenti, e senza questi ultimi si mette a rischio la Competitività del Paese. In attesa del possibile allentamento della stretta monetaria della BCE, che ha finora spiazzato la domanda di credito delle imprese e penalizzato soprattutto le Pmi, alle quali sono applicati in media tassi di interesse più elevati, occorre intervenire tempestivamente rafforzando le misure di Accesso al Credito e alla Finanza Alternativa da parte delle Pmi, affiancandole agli altri incentivi essenziali ma da soli non sufficienti». La Campania conta quasi 397 mila unità locali nel 2021, in crescita rispetto all’anno precedente. La quasi totalità di queste imprese ha meno di dieci addetti, con la provincia di Napoli che rappresenta circa il 52% delle unità locali totali della regione. Le cinque province della Campania mostrano una sostanziale uniformità nella distribuzione delle unità locali per settore e classe di addetti. Il settore dei Servizi è prevalente in tutte le province, seguito dalle Costruzioni e dall’ Industria Manifatturiera. L’analisi dei dati Istat sull’ Occupazione in Campania rivela che l’ Industria Manifatturiera rappresenta il 16,0% dell’ Occupazione totale in Campania, con punte più elevate nelle province interne di Avellino e Benevento. Il settore delle Costruzioni rappresenta il 9,1% dell’ Occupazione totale. Il commercio è il settore più importante in termini di Occupazione, rappresentando il 24,2% degli addetti della regione. Il settore dei Servizi di trasporto ha una quota dell’8,4% medio regionale. Nel 2023 si è registrato un rallentamento del processo di natalità delle imprese in Campania, sebbene con un andamento migliore rispetto alla media nazionale. Il numero di nuove iscrizioni ha superato le 30 mila unità, con un saldo positivo di oltre 6 mila unità. Anche la quota di società di capitale sul totale delle imprese registrate è aumentata leggermente a livello regionale e provinciale. L’analisi deI bilanci delle imprese evidenzia una crescita del fatturato medio nel biennio 2021-2022, con tutti i settori e le province che registrano risultati positivi. L’analisi della struttura patrimoniale rivela un aumento del capitale netto e dei debiti verso le banche. Tuttavia, emergono anche alcune criticità, come la predominanza di finanziamenti a breve termine, indicando una certa dipendenza da fonti di finanziamento esterne per il sostegno delle attività correnti.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/in-campania-forte-crescita-dell-export-manifatturiero-traina-30percento-AFbR5TCD

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