La questione dei Fondi di Sviluppo e Coesione continua a tenere banco tra la Regione Campania e il Governo. Il Ministero per il Sud, gli Affari europei, le Politiche di Coesione e il Pnrr hanno recentemente presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar Campania che favoriva le richieste della Regione, stabilendo 45 giorni per la firma dell’Accordo di Coesione. Questo è il cuore della controversia. Il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha denunciato ripetutamente i Ritardi del ministero nel finanziare i progetti per un totale di 6 miliardi di euro. Dall’altra parte, il ministro Raffaele Fitto ha affermato che la Campania è in ritardo nei pagamenti e nella definizione dei Programmi. I dati recentemente pubblicati dalla Ragioneria generale dello Stato pongono in evidenza l’assenza di una visione complessiva riguardo ai pagamenti del Fondo di sviluppo e Coesione per tutte le regioni. Per quanto riguarda i Programmi cofinanziati dall’ Unione Europea, la Campania si attesta in linea con la media nazionale (74% sui pagamenti della programmazione 2014-2020) e supera il 66% medio dei Programmi gestiti dai ministeri. Il ricorso presentato in appello si basa sulle stesse argomentazioni già espresse in prima istanza: incompetenza territoriale, inammissibilità del ricorso, e infondatezza dello stesso in quanto non vi è stato alcun silenzio o ritardo nella definizione dell’accordo, poiché l’attività istruttoria è ancora in corso come testimoniato dai contatti intercorsi e dalle integrazioni documentali richieste alla Regione.

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