Non si tratta solo di un progetto di rigenerazione urbana, ma di un’azione che abbraccia sviluppo e crescita in un contesto europeo. Il recupero e la trasformazione dei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia costituiscono un connubio tra fondi europei, welfare, cultura ed economia. Con un investimento di 4,2 milioni di euro provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) nel quadro della programmazione 2014-2020, è stato possibile restituire vita a questo imponente complesso monumentale, considerato uno dei gioielli del Rinascimento italiano. Questo antico monastero nel cuore del centro storico cittadino, lungo la storica via Emilia, ha attraversato secoli di trasformazioni e abbandoni, fino a quando è stato riscoperto e riportato alla luce per diventare il fulcro culturale e innovativo della città. L’intento di recuperare i Chiostri di San Pietro si inserisce in un progetto di riqualificazione strategica del centro storico, con l’obiettivo di ridare significato a monumenti culturali dimenticati da tempo. Massimo Magnani, architetto e direttore dell’Area Programmazione territoriale e progetti speciali del Comune di Reggio Emilia, sottolinea che il focus del progetto non è stato solo il restauro del complesso di Giulio Romano, ma soprattutto la trasformazione di questo spazio chiuso in un vivace centro urbano, una piazza culturale e civica. L’intervento ha puntato a rendere questo luogo una leva per la rigenerazione e l’attrattività della città. Il contributo dei fondi europei è stato cruciale non solo per le risorse finanziarie fornite, ma soprattutto per l’approccio innovativo e strategico rispetto ai finanziamenti tradizionalmente assegnati alle infrastrutture. Oltre al recupero dell’area monumentale, è nato il Lab In-Chiostri, uno spazio che ospita un coworking e un ristorante, insieme a un’area eventi che propone un ricco calendario di iniziative culturali. Tra queste, spicca la mostra organizzata dalla Fondazione Magnani per celebrare i 40 anni dei CCCP, intitolata “Felicitazioni! CCCP-Fedeli alla linea 1984-2024”, inaugurata il 12 ottobre 2023. Questa mostra rappresenta il simbolo della rinascita, con 25 spazi distribuiti in 1800 metri quadrati che raccontano la storia del gruppo punk filosovietico attraverso installazioni, fotografie e costumi, ripercorrendo la loro parabola musicale dagli anni ’80 alla caduta del muro di Berlino. Questo progetto segna anche l’inizio di una nuova era per Reggio Emilia, in cui la cultura diviene il motore trainante della crescita economica.

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