Approvata dalle commissioni Finanze e Lavoro della Camera, la proposta di legge di iniziativa popolare, promossa dalla Cisl, che riguarda la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende, ha suscitato un vivo interesse. A novembre, la Cisl ha presentato quasi 400.000 firme a Montecitorio in sostegno della proposta “La partecipazione al lavoro”, composta da 22 articoli e 4 filoni che contemplano la partecipazione gestionale, consultiva, organizzativa ed economico-finanziaria attraverso la contrattazione. La proposta include la presenza dei rappresentanti dei lavoratori nei consigli di sorveglianza e nei consigli di amministrazione di aziende pubbliche e private, la condivisione degli utili e incentivi fiscali per favorire la co-decisione aziendale. È prevista anche la creazione di un Garante della sostenibilità sociale delle imprese presso il Ministero del Lavoro.
Il segretario generale della Cisl, Sbarra, ha accolto con favore l’invio della proposta alla Camera come una conquista che riconosce il lavoro svolto e le adesioni raccolte. L’auspicio è che la proposta venga discussa e approvata rapidamente, coinvolgendo varie forze politiche per un’approvazione ampia e bipartisan. La partecipazione dei lavoratori è vista come un obiettivo strategico fondamentale per favorire relazioni industriali e contrattuali equilibrate che promuovano solidarietà, produttività, qualità del lavoro e stabilità.
Il tema della partecipazione dei lavoratori è sostenuto anche dal Governo come alternativa al salario minimo. Le commissioni valuteranno varie proposte, tra cui una simile a quella della Cisl, per arrivare a un testo unico in Aula a febbraio.
Nel frattempo, la maggioranza parlamentare festeggia i dati Istat che registrano un calo della disoccupazione e nuovi record occupazionali in Italia. La segretaria generale aggiunta della Cisl, Daniela Fumarola, ha commentato positivamente questi dati inaspettati e ha evidenziato i fattori che stanno contribuendo a tale crescita occupazionale.
Fumarola sottolinea che, nonostante i dati positivi, è essenziale affrontare i problemi strutturali sottostanti, come i bassi tassi di occupazione rispetto alla media europea, la povertà delle famiglie e l’erosione dei salari a causa dell’inflazione. Per garantire una crescita occupazionale sostenibile, sono necessari obiettivi ambiziosi e un dialogo costruttivo tra Governo e parti sociali su sviluppo, investimenti, politiche attive, riforme e benessere sociale.

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