Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha delineato all’assemblea dell’Abi il ruolo che le banche devono assumere per favorire una crescita sostenuta dell’economia italiana, nel contesto dell’integrazione europea del mercato dei capitali. Secondo Giorgetti, «forti dalla rinnovata solidità, le banche possono e devono contribuire a portare l’economia italiana […] verso un livello sostenuto di crescita». Sullo stesso piano va gestita la questione delle concentrazioni e degli assetti proprietari: le dimensioni e le delegazioni degli istituti non rappresentano un valore in sé, ma possono diventarlo quando migliorano la capacità del sistema bancario di sostenere la proiezione internazionale delle imprese italiane e di rafforzare condizioni per investimenti in tecnologia, sicurezza e innovazione.
Giorgetti ha richiamato l’attenzione sulla creazione della Saving and Investment Union europea, sottolineando che, oltre a offrire nuove opportunità di investimento, comporterà un aumento della concorrenza tra operatori, tra Paesi e tra mercati. «L’Unione dei Capitali non sarà una gara tra ordinamenti. Sarà una gara tra sistemi economici», ha osservato il ministro, indicando la sfida che attende le banche italiane, i loro manager e le articolate basi azionarie, a partire dalle fondazioni di origine bancaria.
A margine del suo intervento, Giorgetti ha escluso l’ipotesi di elezioni anticipate e ha anticipato le linee guida della prossima legge di bilancio: un nuovo intervento di riforma fiscale a favore dei redditi medio-alti e maggiori risorse per difesa ed energia, sfruttando gli spazi straordinari concessi dall’Europa.
Nella sua relazione all’assemblea, il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha evidenziato come in Italia i prestiti bancari a famiglie e imprese siano in aumento da mesi, con segnali di maggiore offerta rispetto alla domanda, anche per le incertezze legate alle crisi internazionali. Patuelli ha ricordato che le banche italiane hanno affrontato molteplici crisi e hanno realizzato, negli ultimi anni, ingenti rafforzamenti di capitale e riorganizzazioni, più che in altre parti d’Europa, anche grazie al contributo dei Sindacati dei Bancari.
Il presidente dell’Abi ha inoltre sottolineato l’impegno degli istituti per la responsAbilità sociale: la lotta contro ogni forma di illegalità, gli interventi di solidarietà a favore di famiglie e imprese in caso di calamità naturali, il sostegno diretto e indiretto alle esigenze sociali e livelli di tassazione che, secondo Patuelli, superano quanto previsto dall’articolo 53 della Costituzione. Le banche, ha aggiunto, sono coinvolte anche nella semplificazione dei linguaggi, nell’inclusione finanziaria e nell’adeguamento alle nuove regole sul credito ai consumatori.
Il Governatore di Bankitalia, FAbio Panetta, ha richiamato la necessità di un mercato europeo dei capitali realmente integrato: «La dimensione nazionale non basta», ha affermato, poiché senza integrazione la capacità di mobilitare risorse, diversificare i rischi e sostenere la crescita delle imprese resterà limitata. In Italia permangono risorse limitate per sostenere la crescita dimensionale e la competitività delle imprese, con il rischio di creare un collo di bottiglia nella fase in cui un’idea promettente deve trasformarsi in un’impresa su scala industriale. È spesso in questa fase che iniziative italiane cercano all’estero capitali, competenze e sbocchi produttivi.
Sul fronte della politica monetaria, Panetta ha osservato che la Bce si trova a gestire un equilibrio delicato tra un’economia che rallenta e un’inflazione che «si manterrebbe al di sopra» del 3% fino all’inizio del 2027. L’aumento dei tassi di un quarto di punto deciso a giugno è stato interpretato come «una prima risposta, misurata, alla prevalenza di rischi al rialzo per l’inflazione».

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