I giovani sono descritti come «le nostre terre rare»: risorsa preziosa che l’Italia deve valorizzare creando condizioni per trattenere e attrarre talenti e mettendo al merito al centro delle politiche. La convinzione arriva dalla presidenza dei giovani imprenditori di Confindustria, che ha scelto le nuove generazioni come tema centrale del convegno “People. La nostra promessa di futuro”.
Il quadro demografico e occupazionale segna una criticità profonda: tra il 2011 e il 2024 circa 630.000 under 35 hanno lasciato l’Italia. Una perdita che pesa non solo sul piano umano, ma anche economico: il Paese investe nella formazione di questi giovani e poi ne vede partire una parte significativa senza il ritorno degli investimenti. Parallelamente, le proiezioni segnalano una carenza di oltre 5 milioni di lavoratori entro il 2040, rendendo urgente l’adozione di misure efficaci nel breve e nel medio periodo.
Il fenomeno migratorio interessa anche chi si sposta all’interno del Paese: ogni anno oltre 100.000 giovani lasciano il Mezzogiorno per il Nord. A preoccupare è inoltre la frequenza di chiusure o delocalizzazioni tra le imprese under 35: si stima che 42 imprese guidate da giovani cessino attività o delocalizzino. Un segnale di sfiducia verso il futuro economico e professionale.
Per invertire tendenze consolidate le proposte avanzate puntano a sostenere l’imprenditorialità giovanile e a ridare fiducia nelle prospettive nazionali. Tra gli interventi presentati figura la cosiddetta “Borsa per l’imprenditorialità”: un sostegno fino a 2.000 euro al mese, per nove o dodici mesi, destinato ai giovani che avviano una nuova impresa all’interno di incubatori certificati o incubatori universitari. Lo strumento, ispirato ad esperienze già presenti in Germania e Finlandia, sarebbe finanziabile con risorse europee già disponibili e mira a incentivare la creazione di start up sul territorio nazionale.
Tra le altre proposte a breve termine c’è l’ipotesi di abbassare il carico fiscale per i lavoratori dipendenti under 35 tramite un’esenzione Irpef decrescente per cinque anni, estesa fino a redditi di 50.000 euro. Si indica inoltre l’importanza dell’iniziativa europea nota come 28° regime, che dovrebbe permettere di costituire un’impresa online in 24 ore con una spesa di 100 euro e senza un capitale minimo: regole uniformi nei 27 Paesi Ue favorirebbero la nascita di start up e ridurrebbero la spinta a trasferirsi all’estero per ragioni burocratiche.
Il confronto con la politica è stato sollecitato come passaggio necessario: è stata avviata una interlocuzione con under 40 di tutte le forze politiche nella speranza che emerga una «profonda presa di coscienza» sui temi giovanili. Tra le richieste di policy figura anche l’indicazione di una spending review mirata a liberare risorse da destinare ai giovani, insieme all’affronto di nodi strutturali come energia e burocrazia. È stata ricordata come positiva l’approvazione della legge sull’impatto generazionale dei provvedimenti, ma è stata sottolineata la necessità di interventi rapidi per non compromettere l’innovazione, la transizione digitale e l’adozione dell’intelligenza artificiale, fattori chiave per la produttività futura.
Il tema dei giovani è stato centrale nell’assemblea di Confindustria e nelle riflessioni della Banca d’Italia. Il convegno “People. La nostra promessa di futuro” si è svolto a Rapallo il 5 e 6 giugno, con l’apertura dei lavori a cura della presidente dei giovani imprenditori e la chiusura affidata al presidente di Confindustria. All’evento hanno partecipato ministri, leader politici e relatori dal mondo dell’economia e della finanza, a conferma della rilevanza pubblica del dossier giovanile per il Paese.

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