Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (Marc) si è dato obiettivi ambiziosi: affermarsi come punto di riferimento internazionale per la storia e la civiltà della Magna Grecia e diventare un motore di sviluppo per il territorio. In poco più di due anni, il direttore Fabrizio Sudano ha avviato una profonda trasformazione organizzativa e di immagine del museo, cercando di valorizzare un patrimonio che comprende i celebri Bronzi di Riace ma resta ancora poco noto al pubblico e poco sostenuto da mecenati privati.
Il Piano strategico 2026-2028, il primo redatto dal Marc e fra i rari documenti di questo tipo prodotti da istituzioni museali italiane, sintetizza la nuova visione. Il documento è stato elaborato da un team di alto profilo con il contributo del personale interno e di esperti esterni, tra cui Ludovico Solima, docente all’Università della Campania Luigi Vanvitelli. L’obiettivo dichiarato è dotare il museo di una programmazione strutturata e di una progettualità di sistema sul medio termine, in grado di orientare scelte strategiche coerenti e integrate.
Il piano poggia sul lavoro svolto nei primi due anni della nuova direzione, caratterizzato da una rilevante riorganizzazione degli uffici e delle attività e da investimenti nella digitalizzazione. L’intento è duplice: valorizzare il patrimonio esposto e promuovere il museo come luogo di attrazione, ampliando il pubblico di riferimento.
Sotto questa logica sono state potenziate le mostre temporanee, con la scelta di organizzare un grande evento all’anno non necessariamente legato ai reperti della Magna Grecia. La mostra su Gianni Versace, conclusasi il 3 maggio, è citata come esempio di successo: ha attirato nuovi visitatori e offerto un ritorno comunicativo, pur con costi decisamente superiori alle esposizioni tradizionali.
I risultati sulla platea dei visitatori sono già tangibili: il museo ha registrato un record di 260.000 ingressi, superando il dato pre-Covid del 2019 (227.000). L’aumento è valutato come particolarmente significativo se si considera la posizione geografica del Marc, lontana dai flussi turistici principali. Tra il 2024 e il 2025 gli ingressi sono cresciuti del 16%, e la quota di visitatori paganti è salita al 55%, una percentuale che in passato era minoritaria.
Questi risultati hanno contribuito a un incremento consistente dei ricavi: la combinazione di maggiori visitatori paganti e dell’aumento del biglietto da 8 a 10 euro ha portato gli incassi oltre 1,2 milioni di euro nel 2025, rispetto ai 601mila euro del 2019. Tuttavia, l’autofinanziamento derivante da biglietteria e da limitate entrate commerciali non basta per sostenere interventi speciali o lavori strutturali rilevanti, come il restauro e il rinnovamento della sala dei Bronzi di Riace.
Per integrare le risorse ordinarie il museo ha iniziato a partecipare ai bandi del ministero della Cultura (Mic) per l’accesso a fondi speciali: i trasferimenti ministeriali dello scorso anno hanno superato il milione di euro e sono stati destinati a manutenzione, ristrutturazione e innovazione tecnologica. Al tempo stesso, la direzione punta sempre più a partenariati pubblico-privati per finanziare opere importanti.
Tra i progetti in cantiere figura il rifacimento degli impianti, per il quale è già stata lanciata una manifestazione di interesse a cui hanno risposto tre società. È previsto inoltre un intervento di ristrutturazione e rifunzionalizzazione della terrazza del museo, con l’obiettivo di trasformarla in un punto di ristoro e in uno spazio per eventi privati con vista sullo Stretto: il costo stimato è di circa 2 milioni di euro.
La priorità finanziaria più rilevante riguarda però la sala dei Bronzi: il progetto di ristrutturazione è valutato intorno ai 5 milioni di euro e richiede il coinvolgimento di sponsor privati o di un partenariato pubblico-privato. La direzione auspica l’adesione di grandi aziende, anche estere, disposte a finanziare l’opera, con la possibilità di associare il proprio nome alla nuova sala. La difficoltà principale resta la limitata presenza di mecenati locali: la posizione geografica fuori dai principali mercati nazionali rende più complessa la ricerca di sponsor sul territorio calabrese.
L’insieme delle misure mira a rendere il Marc un museo più moderno, efficiente e attrattivo, capace di rafforzare la propria dimensione internazionale e di porsi come punto di riferimento culturale nel bacino del Mediterraneo.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/fondi-privati-i-bronzi-riace-piano-strategico-museo-reggio-AISyrLQD

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