Un bonus di 5.000 euro per incentivare il ritorno in Sicilia dei professionisti digitali e l’avvio di un Impact Bond triennale, in collaborazione con un primario istituto bancario, per trasformare il rientro dei talenti in un progetto finanziario strutturato. Sono queste le principali iniziative annunciate da Aitho, azienda tech catanese specializzata in intelligenza artificiale e sviluppo software, nel corso di CATAN.IA 2026, evento organizzato da Aitho e Datapizza alla Vecchia Dogana Hub di Catania che ha richiamato oltre 500 partecipanti tra imprese, istituzioni, startup, università e studenti.
L’iniziativa nasce dall’esigenza di contrastare la fuga di capitale umano qualificato dall’isola: un fenomeno che colpisce non solo i giovani in cerca di occupazione fuori regione, ma anche la capacità del territorio di creare imprese, trattenere competenze, attrarre investimenti e generare innovazione. Con questa proposta Aitho punta a ribaltare la narrazione tradizionale, promuovendo la Sicilia non come luogo di partenza ma come base operativa in grado di servire clienti e mercati internazionali.
«La narrativa più ricorrente al Sud è quella secondo cui mancano sempre le condizioni, i capitali o le infrastrutture per fare avvenire le cose. Con questo evento dimostriamo che Catania non parte da zero e ha tutte le competenze per creare connessioni di altissimo livello», ha commentato Davide Pisasale, co-founder e ceo di Aitho.
Fondata nel 2016 dai fratelli Davide e Giambattista Pisasale, Aitho è oggi una Srl società benefit e Pmi innovativa. L’azienda si appresta a superare i 5 milioni di fatturato nel 2026 e conta un organico di oltre 60 dipendenti, segnali di una realtà tech ormai strutturata e fortemente dipendente dal capitale umano.
Il bonus di 5.000 euro è destinato ai professionisti digitali che decidono di riportare la propria residenza in Sicilia: una misura che, secondo l’azienda, non ha equivalenti sul territorio. Il provvedimento si inserisce in un percorso già avviato in anni recenti, quando Aitho aveva sperimentato un incentivo di 3.000 euro rivolto ai «cervelli di rientro» e a chi segnalava talenti da assumere.
L’ipotesi dell’Impact Bond triennale mira a dare all’iniziativa una dimensione misurabile e finanziabile: non soltanto uno strumento per favorire l’assunzione, ma un meccanismo in grado di sostenere percorsi di rientro, formazione, inserimento e crescita professionale nel settore digitale. L’obiettivo dichiarato è creare in Sicilia una base produttiva capace di competere su mercati esteri, offrendo qualità tecnica e capacità di delivery.
La diffusione del lavoro remoto ha ampliato le possibilità geografiche per lo sviluppo software: la produzione di codice può avvenire ovunque, a condizione che il team garantisca competenza e risultati. Per questo Aitho individua nella Svizzera un mercato naturale di sbocco per le competenze digitali siciliane, per la sua domanda di servizi tecnologici ad alto valore aggiunto e per le difficoltà incontrate dalle imprese elvetiche nel reperire profili IT.
Con queste mosse Aitho cerca di costruire una politica privata per trattenere e attrarre talenti, puntando a collegare Catania ai circuiti internazionali e a trasformare il rientro dei professionisti in un processo sostenibile e replicabile nel tempo.

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