Il trasporto ferroviario delle merci si prepara a un periodo complesso. Il rapporto annuale di Fermerci segnala come il settore, già in contrazione nel 2025, dovrà affrontare nei prossimi anni l’impatto di un’ondata di cantieri che rischia di compromettere affidabilità e competitività del servizio.
Nel 2025 i treni-chilometro sono scesi a 49,4 milioni, segnando un calo del 3,5% rispetto al 2024. Anche i valichi alpini hanno registrato una flessione significativa dei traffici, pari al 5,2% nell’ultimo anno. Sul piano europeo, la quota italiana del cargo ferroviario rimane inferiore alla media Ue: l’Italia è all’11,6% contro il 16,6% dell’insieme dei paesi dell’Unione.
A rendere lo scenario ancora più fragile concorrono tensioni internazionali, in particolare la crisi nello stretto di Hormuz, che alimenta incertezze sul fronte energetico e richiama il rischio di una fase critica simile a quella del 2022.
Il dossier di Fermerci evidenzia come il 2026 sarà l’anno più critico per le interruzioni programmate dovute ai cantieri: sono previste 788 interruzioni di linea, rispetto alle 479 registrate nel 2025. Gli effetti si protrarranno nel 2027 con 697 interruzioni, mentre un miglioramento è atteso solo nel 2028, quando il numero dovrebbe ridursi a 271, a valle del completamento di numerosi interventi finanziati dal Pnrr.
Rete Ferroviaria Italiana stima che al momento siano attivi circa 1.300 cantieri ferroviari sul territorio nazionale. Questi interventi sono essenziali per potenziare la rete, aumentare capacità ed efficienza e aprire nuove linee. Nel breve periodo, però, concentrare le lavorazioni nelle ore notturne — la fascia privilegiata per i treni merci — provoca limitazioni operative, deviazioni di percorso e interruzioni programmate che si traducono in rallentamenti, maggiori costi logistici e complessità nella pianificazione dei servizi.
Fermerci segnala anche il rischio di interventi straordinari non programmabili che potrebbero aggravare ulteriormente la situazione. In questo contesto gli operatori logistici tendono a privilegiare il trasporto su strada quando percepiscono un livello di affidabilità ferroviaria insufficiente.
Il settore attende inoltre risposte su misure ritenute fondamentali per la competitività, a cominciare dal decreto “loco e carri”, fermo da due anni. Le risorse inizialmente destinate al rinnovo del materiale rotabile sono state poi azzerate, nonostante il Documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria richieda incentivi e sostegno alle imprese, inclusi investimenti nel materiale rotabile.
Clemente Carta, presidente di Fermerci, sottolinea che al netto di alcuni interventi normativi recenti — l’incentivo alla manovra ferroviaria nei porti e uno stanziamento limitato sul Ferrobonus — mancano misure strutturali adeguate. Fermerci chiede di rimettere la logistica ferroviaria al centro delle politiche di trasporto e industriali del Paese.
Il rapporto di Fermerci sarà presentato a Roma, nella sede del Cnel, mercoledì 20 maggio.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/cargo-ferroviario-morsa-cantieri-attese-788-interruzioni-AIJLpt8C

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