L’export Italiano segna a marzo un progresso deciso, toccando il massimo storico mensile in valori correnti: 61,7 miliardi di euro, in aumento del 7,4% su base annua. Anche i volumi registrano un miglioramento, con una crescita superiore ai quattro punti percentuali. Il risultato ha riportato il bilancio del primo trimestre in territorio positivo, con una crescita media dell’1,3%.
I dati Istat mostrano progressi sia verso i paesi extra-Ue (+5,1%) sia, in misura più marcata, all’interno dell’Europa: Francia e Germania crescono rispettivamente del 9% e dell’8% negli acquisti di prodotti italiani. Su base settoriale quasi tutti i comparti registrano incrementi, con i maggiori rialzi nei metalli (+39%), nell’elettronica (+17%) e nell’automotive (+16%). L’ampia crescita dei metalli è in parte attribuibile anche all’impennata delle quotazioni.
La dinamica congiunturale di marzo è risultata positiva (+4,1%), ma è influenzata dalle vendite ad alto impatto della cantieristica navale. Al netto di quest’ultimo contributo, ISTAT stima un aumento congiunturale più contenuto, pari a +2,8%. Su base annua, oltre la metà della crescita dell’export deriva dall’aumento delle vendite di metalli, in particolare verso Svizzera e Francia.
Il quadro internazionale ha mostrato anche effetti negativi: a marzo è emersa una forte contrazione delle esportazioni dirette verso i paesi del Medio Oriente, più che dimezzate rispetto al passato, una riduzione che in valore assoluto si avvicina a 1,5 miliardi di euro. Tale calo è stato influenzato dall’attacco di USA e Israele in Iran.
Sul fronte delle importazioni, continua la rapida crescita degli acquisti di auto dalla Cina. Se cinque anni fa il flusso mensile si misurava in decine di milioni di euro, oggi supera i 500 milioni, con valori più che triplicati rispetto a 12 mesi fa; le importazioni di auto cinesi rappresentano ora oltre il 10% delle importazioni totali di auto nel mese. Nei dati di marzo, solo Germania e Spagna registrano acquisti di auto superiori a quelli provenienti dalla Cina; quest’ultima supera invece Francia e Regno Unito, oltre a Polonia, Turchia e Repubblica Ceca.
L’avanzo commerciale si mantiene sostanzialmente stabile su base annua: +4.709 milioni di euro a fronte dei +4.706 milioni di marzo 2025. Stabili anche il deficit energetico (-3.934 milioni rispetto ai -3.902 milioni dell’anno precedente) e l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici, pari a +8.643 milioni (da +8.608 milioni a marzo 2025).
I ministri coinvolti nel governo hanno accolto positivamente i dati. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato che, nonostante le crisi e i dazi, ISTAT segnala un forte aumento delle esportazioni italiane, interpretato come segnale del buon funzionamento del sistema produttivo. Anche il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha evidenziato la capacità competitiva e la resilienza del sistema produttivo italiano, rilevando la crescita delle esportazioni nonostante le tensioni internazionali e l’aumento degli investimenti esteri in Italia.
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