La crescita netta del settore delle costruzioni nel 2023 ha segnato un importante traguardo per l’ Emilia-Romagna, con un aumento del 6% negli investimenti, stabilendo un record a livello nazionale. Nonostante il prospero risultato dell’anno precedente, le proiezioni per il 2024 delineano un lieve calo del 7% nei livelli produttivi, pur rappresentando uno dei declini più contenuti in Italia. Maurizio Croci, presidente di Ance Emilia-Romagna, esprime queste considerazioni durante la conferenza sull’edilizia regionale tenutasi a Bologna.
L’importanza strategica del settore edilizio per la tenuta e la crescita del PIL viene ribadita, sottolineando il suo impatto positivo su molteplici filiere, dall’industria chimica all’arredamento. Il dibattito si concentra sulla necessità di un Fondo nazionale per la rigenerazione urbana, al fine di affrontare le sfide abitative e garantire un futuro sostenibile per l’ Emilia-Romagna e l’intero Paese. Vincenzo Colla, assessore regionale allo Sviluppo economico e lavoro, plaude alle iniziative di rigenerazione delle aree dismesse, evidenziando l’importanza di un controllo democratico dei cantieri per promuovere etica e trasparenza nel settore.
Il settore edilizio rappresenta il 9,2% del PIL regionale in Emilia-Romagna, impiegando il 17,4% dei lavoratori dell’industria e il 5,8% della forza lavoro totale. Dopo una costante crescita nel numero degli iscritti alle casse edili e delle ore lavorate nel 2023, il settore ha mantenuto un trend positivo nel primo trimestre del 2024, seppur con prospettive di rallentamento verso la fine dell’anno.
Il tessuto imprenditoriale della regione è caratterizzato da oltre 46.000 imprese, con una predominanza di realtà con un solo dipendente e microimprese con meno di dieci addetti. La diffusa frammentazione del settore evidenzia sia la sua fragilità che la sua flessibilità. L’edilizia in Emilia-Romagna si confronta con un patrimonio edilizio di oltre 943.300 edifici, principalmente ad uso residenziale, mostrando l’urgenza di interventi di riqualificazione per migliorarne l’efficienza energetica e la sicurezza strutturale.
Il Superbonus ha rappresentato un’iniezione di fondi significativa lungo la via Emilia, tuttavia, l’aumento delle prestazioni energetiche degli edifici regionali rimane modesto. Il mercato immobiliare regionale ha registrato una contrazione nel 2023, con una diminuzione del 12% delle compravendite rispetto all’anno precedente, accentuando la tendenza negativa dei mutui con una flessione del 25%.
Ance stima che una percentuale considerevole delle gare Pnrr pubblicate si sia tradotta effettivamente in apertura di cantieri, confermando una dinamicità nel settore nonostante le sfide. La revisione del Pnrr ha comportato tagli su diversi progetti di opere pubbliche in Emilia-Romagna, evidenziando la necessità di partenariati pubblico-privati per avviare progetti PILota di rigenerazione urbana.
In conclusione, emerge la richiesta di un piano abitativo che favorisca la disponibilità di soluzioni abitative sostenibili a costi accessibili, sottolineando la necessità di una chiara politica industriale e investimenti mirati all’innovazione nel settore edilizio, con particolare attenzione alla formazione e alla sicurezza sul lavoro.
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