La maggioranza e l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni avviano il confronto sulla prossima Legge di Bilancio, l’ultima della legislatura. Il dibattito si è intensificato nelle ultime settimane con la presentazione in Parlamento della risoluzione sulla flessibilità per l’energia e il confronto sulle risorse per la difesa attraverso il Safe, lo strumento Ue per finanziare spese militari.
Secondo fonti del centrodestra, il vertice tenutosi la scorsa settimana tra la premier, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini si è concluso con l’intenzione di fissare un incontro ad hoc alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva. L’obiettivo è cominciare a settembre a segnalare le proposte dei singoli partiti, anche in vista dell’anno elettorale che renderà più sensibili le priorità della coalizione.
Il ministro Giorgetti ha comunicato al Parlamento le linee sulla flessibilità: l’Italia chiederà lo 0,6% del Pil per l’energia e utilizzerà lo 0,9% “in senso cumulato fino al 2028” per la difesa, rispetto all’1,5% annuo consentito dall’Ue. Complessivamente queste richieste corrispondono a circa 35-36 miliardi: circa 14 miliardi per l’energia e 21-22 miliardi per la difesa. Nelle riflessioni interne al centrodestra, tuttavia, viene indicata la prudenza di Giorgetti nella gestione dei conti pubblici: “Lo ha fatto in questi anni, perché dovrebbe cambiare adesso?”, ha osservato una fonte di alto livello.
Resta cruciale il quadro dei vincoli europei e dei conti pubblici. Il Documento di programmazione di bilancio dovrà essere inviato a Bruxelles entro il 15 ottobre, e prima di definire la manovra il governo attende la certificazione finale sul rapporto deficit/Pil 2025, prevista per il 22 settembre. Se il rapporto dovesse restare al 3,1% come nella stima preliminare, non sarebbe possibile concludere in anticipo la procedura d’infrazione europea avviata nel 2024; un esito diverso aprirebbe invece maggiori margini di manovra.
Nel centrodestra si stanno già delineando possibili interventi. In casa Lega, secondo una fonte parlamentare, è al vaglio un intervento sulle pensioni con l’obiettivo di consentire uscite anticipate a 64 anni. È invece ancora prematuro quantificare l’ampiezza complessiva della manovra: il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha sottolineato che i numeri non sono definiti. Un dirigente di maggioranza azzarda tuttavia un’ipotesi di intervento tra i 30 e i 40 miliardi, con la necessità di decidere come impiegare i 14 miliardi di flessibilità concessi dall’Ue.
Per reperire risorse, la Lega guarda anche al settore bancario, proponendo misure che possano recuperare risorse da quel comparto. Anche in questo caso fonti governative avvertono che è “ancora tutto molto prematuro” ma che la manovra dovrà avere anche una valenza elettorale.
Nel definire la Legge di Bilancio sarà infine indispensabile mettere a fuoco le priorità dei singoli partiti della coalizione e trovare un accordo sulle misure da inserire, un compito destinato a farsi più complesso con l’avvicinarsi dell’anno elettorale. Sul fronte macroeconomico, il ministro dell’Economia ha richiamato anche le stime aggiornate dell’Ufficio parlamentare di bilancio, che ha ritoccato al rialzo la previsione di crescita del Pil per il 2026 a +0,9%, un elemento che entrerà nelle valutazioni di finanza pubblica nelle settimane che precedono la stesura finale della manovra.

Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/la-maggioranza-di-governo-apre-il-cantiere-sulla-manovra-1.3355707

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