Nel primo semestre del 2026 Stellantis ha registrato una crescita dei volumi prodotti in Italia, che hanno superato le 265.000 autovetture rispetto alle quasi 250.000 dello stesso periodo dell’anno precedente. Questo incremento ha contribuito in modo significativo al recupero del gruppo in Europa, apportando oltre 15.000 immatricolazioni in più a livello domestico.
Dei circa 55.000 immatricolati in più conquistati da Stellantis nell’area Ue (più Efta e Regno Unito) fino a giugno, oltre un quarto proviene dall’Italia. Nonostante questi progressi, per tornare ai livelli del 2024 il gruppo deve ancora raddoppiare i volumi guadagnati nel primo semestre, sia nel mercato italiano sia in quello europeo.
A pagare il prezzo più alto negli ultimi mesi sotto la guida dell’ex amministratore delegato Carlos Tavares è stato il marchio Fiat, che però sta segnando il recupero più deciso nel 2026. I dati mostrano aumenti a doppia cifra mese su mese: a giugno Fiat è cresciuta del 27,2% in Italia e del 29,2% nel semestre; a livello Ue (con Efta e Regno Unito) i rialzi sono stati rispettivamente del 33,5% e del 28,7%.
Nel complesso, la ripresa dei volumi europei di Stellantis è trainata in particolare da Fiat, Citroën e Opel. Peugeot, il marchio con i volumi più elevati e una quota di mercato intorno al 5%, mostra invece una contrazione del 3,8% nel semestre, nonostante un marzo positivo con giugno in crescita dell’8,9%.
Una delle cause principali dell’aumento delle vendite è la strategia commerciale più aggressiva del gruppo sui segmenti A, B e C, accompagnata da uno sviluppo industriale incentrato sulla piattaforma Smart Car. Questa piattaforma, impiegata in stabilimenti in Serbia, Spagna, Polonia e Marocco, è alla base di modelli come la Grande Panda, la Citroën C3 e la C3 Aircross, oltre alla più recente Grizzly di Fiat, prodotta nello stabilimento di Kenitra in Marocco.
Gli stabilimenti italiani, sebbene sfiorati da questo trend produttivo internazionale, registrano anch’essi segnali di ripresa. Secondo l’ultimo rapporto della Fim Cisl, più di un terzo dell’aumento dei volumi produttivi nel semestre è dovuto alla linea di produzione della Jeep Compass a Melfi e, in parte, al secondo modello ibrido della Fiat 500 prodotto a Mirafiori.
Lo stabilimento storico di Mirafiori ha però affrontato recenti criticità: chiuso per ferie fino al 24 agosto (quattro settimane anziché le due previste) dopo diversi giorni di fermo produttivo per ordini in calo. L’azienda ha comunque confermato l’impegno a mantenere fino a dicembre i 400 addetti in somministrazione.
La nuova famiglia Fiat 500 è pensata per un orizzonte di medio-lungo termine e sembra prospettare sviluppi che vanno oltre il piano industriale Fastlane 2030 presentato a maggio dal ceo Antonio Filosa. Il futuro del brand potrebbe allinearsi alle scelte industriali sulle nuove e-car, destinate, secondo il numero uno del gruppo Emanuele Cappellano, agli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori.
La Fiat Panda prodotta nello stabilimento campano di Pomigliano rimane il pilastro della produzione Stellantis in Italia, con 70.000 vetture sulle 158.000 complessive realizzate da gennaio a giugno. La gamma Panda è in espansione: la Grande Panda sta contribuendo in modo significativo alla ripresa del marchio Fiat a livello di gruppo, dinamica che potrebbe replicarsi con la nuova Grizzly, che debutterà al Salone dell’Auto di Parigi a ottobre.
Nel piano strategico definito da Filosa, i brand su cui costruire una strategia globale sono Fiat, Jeep, Peugeot e Ram, bilanciando marchi di matrice americana ed europea. Il contributo di Lancia al recupero dipenderà dalle strategie regionali e dall’esito del lancio della nuova gamma, la cui produzione nello stabilimento lucano è attesa entro la fine dell’anno. Resta invece aperta la partita del rilancio dei brand premium del gruppo, Alfa Romeo e Maserati.
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