Diego Aponte, presidente di MSC e figlio del fondatore del gruppo, annuncia che la compagnia non transiterà con le proprie navi nello Stretto di Hormuz finché la situazione non si rassicurerà: “Finché la situazione è così nello Stretto di Hormuz, noi non entriamo con le navi, questo è poco ma sicuro”.
L’attenzione è rivolta anche allo Stretto di Bab-el-Mandeb, dove, secondo Aponte, sarebbero stati aperti dei fuochi su due navi la mattina stessa, circostanza che complica il traffico sia delle petroliere sia delle portacontainer. Per questo MSC prosegue le sue rotte alternative, evitando rischi per tutelare gli equipaggi: “Noi, comunque, continuiamo a navigare via Capo di Buona Speranza, non prendiamo nessun tipo di rischio per salvaguardare i nostri equipaggi, che è la cosa che conta di più. Vediamo come andrà a finire”.
Le dichiarazioni sono state rese in occasione della consegna dell’unità da crociera Explora III, realizzata nello stabilimento Fincantieri di Genova. Aponte ha colto l’occasione per commentare lo stato del mercato del trasporto container e le strategie ambientali del gruppo.
MSC conferma un impegno sulla riduzione delle emissioni, applicando soluzioni come il cold ironing — l’alimentazione elettrica da terra delle navi in porto — e l’adozione di unità dual fuel a GNL. Secondo Aponte, il GNL non porterà le emissioni a zero, ma consente una riduzione stimata di circa il 25%, un contributo significativo in combinazione con l’orderbook di nuove navi: “Con l’orderbook che abbiamo relativo al naviglio nuovo: contribuirà sicuramente molto positivamente all’ambiente”.
Sull’ammontare delle nuove unità, Aponte ha preferito non entrare nei dettagli, valutando la flotta in modo volutamente flessibile, ma ha indicato un numero approssimativo: “Comunque sono un bel po’ di navi, saranno 130”.
La strategia industriale include ulteriori investimenti nelle infrastrutture portuali: “Qualsiasi terminal è importante per il nostro gruppo, dunque continueremo ad investire”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza delle banchine come elemento chiave della catena logistica.
Quanto alle prospettive del mercato dei container, l’armatore ritiene che il settore resti legato all’andamento del Pil e alla demografia: “Dunque, finché Pil e demografia crescono, il settore delle portacontainer, secondo me, va bene. Ovviamente bisogna vedere cosa succede con questa situazione geopolitica; se si riapriranno gli stretti, ovviamente, ci sarà un po’ più di naviglio sul mercato, però non sono preoccupato”.
Sulla possibilità di utilizzare rotte artiche, la posizione di MSC è netta: “È un passaggio sbagliato e pericoloso per l’ambiente. Noi saremo sempre contro e, dunque, la rotta artica non la toccheremo”.
Infine, Aponte ha espresso critiche verso la posizione dell’Unione Europea nella revisione del sistema ETS, osservando che sono stati commessi errori e che la questione dei porti non è stata ancora risolta: “Non è stato ancora votato niente e se ne parlerà alla fine dell’anno. Ma quello che è stato messo sul tavolo per il problema dei porti non è stato risolto”.

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