Il nuovo piano industriale di Stellantis presentato a Detroit consegna all’Italia alcuni impegni produttivi: un modello in più per lo stabilimento di Melfi — la nuova Alfa Romeo di segmento C —, l’arrivo di vetture elettriche a Pomigliano con «almeno due modelli, a iniziare da Fiat», e la nuova generazione di Pro-One per i veicoli commerciali prodotti in Sevel.
Permangono però interrogativi sul futuro degli stabilimenti di Cassino e Mirafiori. Cassino è strettamente legato ai marchi Alfa Romeo e Maserati, per i quali il piano non ha ancora fornito una visione compiuta. Su Mirafiori pesa l’obiettivo di produzione di 100mila Fiat 500 — fra elettriche e ibride — che appare difficilmente raggiungibile allo stato attuale.
Emanuele Cappellano, responsabile di Stellantis per l’Europa, esclude che la riduzione produttiva globale di 800mila unità annunciata dal gruppo riguardi l’Italia: «La riduzione produttiva pari a 800mila unità, che sarà compensata dalle partnership con Leapmotor e Dongfeng, non riguarda l’Italia». Secondo Cappellano il problema principale per il footprint industriale italiano è il recupero di volumi dopo il biennio 2024-25, che ha riportato la produzione nazionale ai livelli degli anni Cinquanta; l’obiettivo del milione di autoveicoli sembra al momento archiviato.
I segnali però non mancano: «Il primo trimestre ha registrato una produzione in crescita sul 2025. Questo ci fa prevedere che il 2026 sarà comunque un anno migliore», afferma Cappellano. Il Piano Italia, presentato a dicembre 2024, dovrebbe dunque rafforzarsi, ma restano da definire due tasselli fondamentali: il piano di sviluppo di Alfa Romeo e quello di Maserati. Per questi motivi Cappellano non aggiorna il dato sugli investimenti per le produzioni in Italia, pur assicurando che «stiamo lavorando ad una soluzione, il nostro obiettivo è accelerare lo sviluppo e cogliere opportunità per aumentare efficienza e competitività. Se questo avverrà attraverso delle partnership, o grazie alla nostra ingegneria, lo stiamo ancora decidendo; temi centrali però sono le economie di scala e la competitività anche in questi ambiti».
Una delle questioni aperte riguarda le piattaforme tecniche. StellaOne è indicata come l’architettura su cui nasceranno i futuri modelli dei segmenti B, C e in parte D, con un risparmio di costi stimato intorno al 20%. Non è però ancora chiaro se l’architettura Stla Large — originariamente assegnata a Cassino — sia definitivamente archiviata e cosa potrebbe sostituirla.
La crescita commerciale nel Vecchio Continente sarà guidata dai due brand di riferimento per l’Europa: Peugeot e Fiat. Attualmente Peugeot si attesta attorno al 5% di market share in Europa, mentre Fiat è tra il 2 e il 2,5%. Per ampliare la presenza di Fiat sarà quindi necessario lanciare una gamma di nuovi prodotti; nel primo quadrimestre dell’anno il marchio ha beneficiato del traino di Panda in Italia e della cosiddetta “Pandona” in Europa, con quasi il 30% di immatricolazioni in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «Abbiamo annunciato un piano che prevede 5 nuovi lanci per il marchio Fiat a iniziare dalla nuova Greesly e dalle smart car», ricorda Cappellano.
Le relazioni industriali restano al centro del confronto. Il prossimo incontro con i sindacati è fissato per il 15 giugno, la stessa settimana in cui il ceo Antonio Filosa sarà ascoltato dalla Commissione Industria della Camera dei Deputati. Per Ferdinando Uliano, segretario della Fim-Cisl, «è positivo che l’Italia non subisca tagli, ma servono volumi in aumento e tempi certi». Michele De Palma della Fiom giudica invece «insufficiente» il piano industriale per l’Italia e chiede «un accordo quadro a Palazzo Chigi per salvare il settore automotive».

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/stellantis-rafforzato-piano-italia-ma-alfa-e-maserati-stiamo-lavorando-AIUssWMD

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