Ad aprile l’export italiano verso i paesi extra-Ue ha segnato un’accelerazione significativa, con una crescita tendenziale dell’11,3%. Le vendite estere nel mese hanno sfiorato i 28 miliardi di euro, quasi 3 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2025, e il progresso è visibile in quasi tutte le aree geografiche.
Crescite a doppia cifra emergono verso Stati Uniti e India, mentre gli aumenti superano il 30% per Cina e Svizzera. Tra le aree in controtendenza figurano il Medio Oriente, che registra una flessione di quasi 7 punti percentuali, la Turchia e il Regno Unito. La frenata verso il Medio Oriente è meno marcata rispetto al calo di marzo, mese che aveva risentito dell’escalation bellica; complessivamente, nel primo quadrimestre le esportazioni verso l’area accusano un calo di 16 punti percentuali, pari a una riduzione di circa 1,3 miliardi di euro, concentrata soprattutto a marzo e in parte ad aprile.
Per settori, la crescita tendenziale dell’export extra Ue27 è stata sostenuta dall’aumento delle vendite di energia (+34,9%), beni intermedi (+22,0%), beni strumentali (+11,1%) e beni di consumo non durevoli (+5,7%). Unico ambito in contrazione è quello dei beni di consumo durevoli, in calo del 10,2% su base annua.
L’import registra complessivamente un incremento tendenziale del 5,8% ad aprile. A pesare sono soprattutto i maggiori acquisti di energia, saliti del 28,1% (con gli acquisti dai paesi Opec in aumento di oltre il 50%), e dei beni intermedi, cresciuti del 16,1%.
Il bilancio del primo quadrimestre dell’anno evidenzia un progresso del made in Italy del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, corrispondente a quasi quattro miliardi di euro in più di ricavi per le imprese italiane.
Particolare rilevanza assumono i flussi con la Russia: gli acquisti dall’extra-Ue verso Mosca si sono praticamente azzerati, con una riduzione del 63% tra gennaio e aprile (dopo il -53% registrato lo scorso anno). Questo calo ha trasformato la bilancia commerciale con la Russia in attivo per l’Italia, con un surplus di oltre 850 milioni nei primi quattro mesi del 2026. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al periodo della crisi del gas, quando gli acquisti mensili dalla Russia raggiungevano circa 3 miliardi; oggi l’ordine di grandezza è intorno a qualche centinaio di milioni.
Nel complesso, ad aprile l’avanzo commerciale dell’Italia con i paesi extra-Ue27 è migliorato in modo netto, pari a 3.846 milioni di euro, ossia 2,3 miliardi in più rispetto allo stesso mese del 2025. Il deficit energetico, tuttavia, si è ampliato a -5.327 milioni, rispetto ai -4.195 milioni di un anno prima. L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici è salito da +6.515 milioni ad aprile 2025 a +9.173 milioni ad aprile 2026.
Questi dati confermano come la dinamica commerciale del Paese nelle relazioni extra-Ue sia oggi guidata da fattori settoriali (in particolare energia e beni intermedi) e da mutamenti nei flussi geografici di domanda e offerta, in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e da rialzi dei prezzi energetici.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/scatto-dell-export-extra-ue-AIykbfKD

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