Technoprobe affronta un vero e proprio boom di ordini che mette sotto pressione la sua capacità produttiva. Pur avendo già realizzato ampliamenti a più riprese, la disponibilità di spazi e linee rimane il principale cruccio del gruppo: “Soffocati da un boom di ordini. E anche se abbiamo investito molto, il tema resta quello della capacità produttiva, che non basta mai”, osserva il vicepresidente Roberto Crippa.
La domanda globale per le sonde di test prodotte dall’azienda lombarda è cresciuta in modo continuo ed esplosivo, al punto che Technoprobe ha anticipato di un anno gli obiettivi fissati, già portando a scenario 2026 il traguardo di un miliardo di euro di ricavi. Le sonde, utilizzate per selezionare i circuiti affidabili destinati a computer, smartphone e automobili, sono prodotti di nicchia e alto valore: strumenti in grado in pochi attimi di individuare i difetti e tutelare la qualità delle produzioni dei clienti dell’hi‑tech e dei produttori di microprocessori.
La domanda è stata ulteriormente spinta dalla diffusione pervasiva dell’elettronica e, più di recente, dalle applicazioni di intelligenza artificiale. “La metà dei nostri ricavi oggi è legata alla domanda in arrivo dall’intelligenza artificiale — spiega Crippa — e il trend è decisamente in crescita, come si vede dalle previsioni dei prossimi trimestri”.
L’ascesa di Technoprobe è particolarmente rilevante nel contesto italiano. Fondata nel 1996 da Giuseppe Crippa, che dopo una lunga carriera in Stm investì i propri risparmi per avviare l’attività, l’azienda è cresciuta partendo da un garage fino a stabilirsi a Cernusco Lombardone, dove ha la sede tuttora.
L’ultima trimestrale conferma il momento favorevole: crescita delle vendite a doppia cifra e margini solidi, con un Ebitda atteso a fine anno intorno al 40%. Un dato che il management ritiene significativo alla luce degli investimenti in corso e che ha richiamato l’attenzione degli investitori. Anche Bank of America ha rivisto al rialzo le prospettive sul titolo, contribuendo a una riallocazione degli acquisti che ha fatto balzare il prezzo in una singola giornata di quasi il 30% e ha portato il titolo a un massimo storico.
La corsa in Borsa ha spinto la capitalizzazione di Technoprobe oltre i 19 miliardi di euro, superando per capitalizzazione un gruppo come Stellantis. Sul piano operativo l’azienda lavora già a pieno regime su tre turni, sette giorni su sette, ma per sostenere la crescita la strada obbligata è quella degli investimenti: il gruppo ha infatti stanziato oltre 200 milioni di euro da impegnare entro il primo trimestre del 2027, principalmente per incrementare la capacità produttiva e avviare un nuovo stabilimento.
Gli interventi dovrebbero portare a incrementi di capacità variabili, stimati dal 79% al 200% a seconda delle componenti. L’espansione produttiva si accompagna a un rafforzamento dell’organico: oggi Technoprobe impiega circa 3.300 persone, di cui quasi 1.900 in Italia, e prevede l’assunzione di altre 200‑300 unità per gestire l’ampliamento degli impianti.
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