Bollette non pagate, rate di mutui e prestiti in scadenza: nel 2025 le società che svolgono attività di recupero crediti hanno gestito 51,8 milioni di pratiche in conto terzi, il 12% in più rispetto al 2024 e ai massimi degli ultimi sei anni. Il valore complessivo dei portafogli in gestione si è attestato intorno a 188 miliardi di euro, in lieve flessione (-1%) rispetto all’anno precedente, ma equivalente all’8,3% del Pil italiano a prezzi correnti.
Secondo il XVI Rapporto Unirec, realizzato con Nomisma, le imprese del settore hanno migliorato sensibilmente le performance di incasso: nel 2024 sono state recuperate 22,3 milioni di pratiche, il 15% in più rispetto al 2023, con una performance di recupero del 43%, il risultato più alto degli ultimi sedici anni. Gli importi incassati sono saliti a 22 miliardi (+5%), pari all’1% del Pil, e il rapporto tra importi affidati e recuperati ha raggiunto il 12%, il livello più elevato mai registrato.
Il risultato è interpretato come il segno di un ruolo crescente delle società di recupero come infrastruttura del ciclo del credito nazionale: liberare liquidità dai crediti in sofferenza alimenta un circolo virtuoso a sostegno della crescita economica. Contestualmente si osserva un cambiamento nella composizione dei portafogli affidati: le imprese del comparto intervengono in fasi più precoci del ciclo del credito e su valori medi più bassi rispetto al passato.
Questa tendenza è coerente con l’evoluzione normativa degli ultimi anni e con gli interventi europei sugli Npl, che hanno incentivato una gestione anticipata e specializzata dei crediti complessi e l’esternalizzazione di attività precedentemente svolte internamente dalle banche e dagli istituti finanziari. Nel 2025 il ticket medio dei crediti affidati è stato pari a 3.635 euro, in calo del 12% rispetto al 2024.
La produttività del settore ha raggiunto un nuovo massimo storico: in media ogni addetto ha gestito 4.615 pratiche, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente. Questo miglioramento è riconducibile a processi più efficienti, digitalizzazione, automazione delle attività a basso valore aggiunto e a una segmentazione più efficace dei portafogli. Allo stesso tempo, il settore sottolinea la necessità di garantire la sostenibilità dei carichi di lavoro per le posizioni che richiedono interventi personalizzati e competenze altamente specializzate.
A livello territoriale la Campania ha superato la Lombardia per numero di pratiche gestite (6,4 milioni contro 6 milioni), mentre la Lombardia mantiene la leadership per somme affidate, con 29,8 miliardi. La maggior parte dei volumi resta concentrata in cinque regioni: Lombardia, Campania, Lazio, Sicilia ed Emilia-Romagna.
Per tipologia di debitore, le famiglie rappresentano il 69% del totale delle pratiche e le imprese il 31%; sul fronte degli importi affidati la ripartizione è rispettivamente del 53% per le famiglie e del 47% per le imprese. Tra i committenti, i settori bancario e finanziario continuano a dominare, rappresentando insieme oltre l’80% del valore complessivo, seguiti da utilities e tlc (9%), leasing (4%), commerciale (4%) e assicurativo e pubblica amministrazione (1% ciascuno).
Le imprese del comparto manifestano la disponibilità a mettere a disposizione le proprie competenze anche per la gestione dei crediti erariali, collaborando con gli altri enti di riscossione e proponendo soluzioni sia per la gestione sia per la cessione di questi crediti. Il settore sottolinea inoltre il proprio impegno verso la tutela del cittadino, richiamando iniziative come il Forum Unirec-consumatori e il Codice di condotta sottoscritto dalle associate, e si dichiara pronto a contribuire a un’amministrazione pubblica più efficiente.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/recupero-crediti-liberata-liquidita-pari-all-1percento-pil-AIsg5j9C

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