La quarta edizione del premio mutualità, promossa da Itas Mutua e Reale Mutua, ha premiato due progetti che uniscono finalità sociali e innovazione nella gestione degli utili per la collettività. A ottenere il riconoscimento sono la cooperativa sociale Villaggio Sos Vicenza, con il centro dedicato alla protezione dei minori e delle loro madri vittime di violenza, e l’impresa sociale milanese Fratello Sole, con l’iniziativa sulle comunità energetiche rinnovabili e solidali.
Il premio mira a valorizzare enti operanti nell’ambito dell’economia sociale e a promuovere la cultura della mutualità come motore economico e sociale. Luciano Rova, presidente di Itas Mutua, ha spiegato come il modello mutualistico si distingua da quello capitalistico per l’assenza di azionisti: i proprietari sono i soci che sottoscrivono una polizza e partecipano alla vita della compagnia tramite delegati e assemblee. Questo assetto, ha osservato Rova, consente di destinare parte degli utili a iniziative che favoriscono la crescita della collettività, senza l’obbligo di distribuire dividendi a investitori esterni.
Rova ha ricordato che Itas Mutua, nata nel 1821, è la compagnia assicurativa più antica d’Italia e che il premio mutualità rappresenta un’importante espressione del suo impegno nella promozione del mutualismo. Per Reale Mutua, Luigi Lana ha definito il bilancio del premio «decisamente positivo»: la partecipazione è stata ampia e qualificata e i progetti presentati si distinguono per l’impatto concreto sui territori e sulle comunità.
Secondo Lana, il premio si è affermato come uno spazio in cui le esperienze del Terzo Settore possono incontrarsi, dialogare e rafforzarsi, contribuendo alla costruzione di una visione condivisa di futuro. Le proposte ricevute, ha aggiunto, dimostrano che la mutualità è più di una forma giuridica: è un patto fiduciario che si rinnova quotidianamente e rappresenta un modello generativo in grado di orientare anche nei momenti più complessi.
Tra i progetti premiati, «Ci sono anch’io» è il primo centro in Italia dedicato esclusivamente ai minorenni vittime di violenza assistita e alle loro madri, promosso dal Villaggio Sos Vicenza. Marta Trecco, direttrice del Villaggio, ha spiegato che il centro mette a disposizione un team multidisciplinare che accompagna le famiglie attraverso percorsi personalizzati, attualmente in fase di validazione dall’Università di Padova, finalizzati a rielaborare il vissuto traumatico e a ricostruire relazioni familiari più solide.
Avviato nell’aprile 2024, il centro ha finora accolto 21 nuclei dell’area vicentina per un totale di 72 persone. La presa in carico, attualmente gratuita grazie al contributo della Fondazione Gabaldo, dura circa un anno in base ai bisogni del nucleo familiari. Trecco ha sottolineato l’impatto significativo dell’azione su diversi livelli, dal nucleo familiare alla comunità territoriale e alla rete dei servizi, e ha indicato il premio come un possibile volano per ampliare le prese in carico e rendere il modello replicabile in altre realtà.
Il secondo progetto premiato, denominato Social energy revolution community Fase 2, promuove il concetto di Cers (comunità energetiche rinnovabili e solidali) e di ecowelfare. Fabio Gerosa, presidente di Fratello Sole, ha ricordato che nella prima fase sono state istituite 14 Cers in tutta Italia: sette al Nord, finanziate dalla Fondazione Vismara, e sette nel Mezzogiorno, sostenute dalla Fondazione con il Sud.
La seconda fase, secondo Gerosa, entrerà nel vivo con l’implementazione del modello sociale. Le Cers non si limitano allo scambio di energia rinnovabile, ma promuovono anche scambi e azioni sociali volontarie, pratiche di economia di prossimità legate al territorio e alla fiducia reciproca. Il premio, ha concluso Gerosa, permetterà di potenziare le relazioni tra le Cers esistenti e di identificare le modalità appropriate per rendere il modello scalabile su scala nazionale.
Nel complesso, la scelta dei vincitori evidenzia come il modello mutualistico possa sostenere progetti con ricadute concrete sui territori, trasformando bisogni in opportunità replicabili e contribuendo a un welfare più partecipato e orientato al bene comune.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/un-riconoscimento-cultura-mutualita-dove-utili-vanno-cittadini-e-territorio-AIkZ0h0C

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