Sono circa 150mila i carropontisti impiegati nelle aziende italiane, una platea che coinvolge indirettamente 3-4 operatori per ciascun addetto al comando dei carriponte. Per questi lavoratori scatta l’obbligo di formazione specifica previsto dall’accordo Stato-Regioni dello scorso anno: a partire dal 19 maggio (o dal 25 maggio secondo un’altra interpretazione legata alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) sarà necessario completare un corso di 1-1,5 giorni per poter continuare a svolgere la professione.
Prima dell’introduzione dell’accordo, il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. n. 81/2008) richiedeva già una formazione per l’uso di attrezzature come i carriponte, ma lasciava al datore di lavoro la scelta del percorso. Con il nuovo accordo il carroponte è stato inserito nell’elenco delle attrezzature per le quali la formazione diventa obbligatoria e deve avvenire con contenuti e monte ore standardizzati e predefiniti, in modo analogo a quanto avvenuto in passato per i carrelli elevatori.
Aisem (Associazione italiana sistemi di sollevamento, elevazione e movimentazione, federata in Anima Confindustria) contesta i tempi di adeguamento fissati dalle istituzioni, giudicati troppo ristretti rispetto all’estensione della platea interessata. Secondo l’associazione, molte imprese potrebbero non essere ancora a conoscenza della novità normativa, considerata la breve finestra temporale tra la comunicazione dell’obbligo e la sua entrata in vigore.
Il presidente di Aisem, Massimiliano Bariola, segnala che l’introduzione dell’obbligo del patentino per i carropontisti mette in evidenza controversie normative e istituzionali. La transizione da una formazione lasciata alla discrezionalità del datore di lavoro a un percorso obbligatorio e standardizzato genera incertezza e difficoltà interpretative per le imprese, osserva Bariola. Aisem aveva chiesto alle istituzioni un periodo di adeguamento di almeno cinque anni per completare i percorsi formativi, richiesta che non è stata accolta.
Per Aisem è dunque necessario un intervento coordinato delle autorità competenti per garantire tempi più adeguati e strumenti di supporto formativo efficaci, in modo da conciliare gli obiettivi di sicurezza con la continuità produttiva delle imprese.
Anche dal punto di vista operativo le criticità sono note. Matteo Frigo, capogruppo sollevamento di Aisem, sottolinea come le difficoltà siano evidenti e condivise dagli operatori: molte aziende si affidano a enti formatori accreditati, tra cui le stesse imprese associate ad Aisem, ma serve un dialogo aperto tra enti regolatori, imprese e associazioni di categoria per evitare che una misura destinata a tutelare la sicurezza diventi un ostacolo per l’attività lavorativa. Aisem ha annunciato che continuerà a monitorare l’evolversi della situazione, ribadendo l’impegno a rispettare le norme di sicurezza pur preservando le esigenze di sviluppo industriale.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/carriponte-via-nuova-normativa-sicurezza-AISiXK8C

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