Il decreto fiscale ha ottenuto la fiducia del Senato: in Aula a Palazzo Madama il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha annunciato il voto favorevole con 99 sì e 56 no. Il provvedimento, in prima lettura, dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 26 maggio.
Nel corso dell’esame in Commissione Finanze è stato approvato un emendamento che destina risorse al potenziamento delle infrastrutture del porto di Piombino: complessivi 92 milioni di euro ripartiti tra il 2027 e il 2028, di cui 30 milioni per il 2027 e 62 milioni per il 2028. La misura, a prima firma del senatore di Fratelli d’Italia Fausto Orsomarso, è finalizzata in particolare al completamento della banchina nord dello scalo.
Il testo considera l’intervento infrastrutturale funzionale alla “piena riuscita dei progetti di reindustrializzazione del polo siderurgico”, con l’obiettivo di favorire la riqualificazione economico-produttiva dell’area e la tutela dei livelli occupazionali. La gestione e l’attuazione delle fasi progettuali saranno affidate al ministero delle Infrastrutture, in raccordo con il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Le risorse saranno reperite mediante una riduzione dell’autorizzazione di spesa relativa ai crediti d’imposta per ricerca e sviluppo nel settore della microelettronica, finanziati dal fondo dedicato del MIMIT.
Il senatore della Lega Manfredi Potenti ha definito l’opera “strategica, essenziale per la piena riuscita dei progetti di reindustrializzazione del polo siderurgico, per la sua riqualificazione economico-produttiva e per la necessaria salvaguardia occupazionale del territorio”.
Sul fronte delle procedure concorsuali, il decreto introduce modifiche al concordato preventivo biennale per il periodo 2026-2027: il termine per aderire viene posticipato di un mese, passando dal 30 settembre al 31 ottobre 2026. Per i soggetti il cui periodo d’imposta non coincide con l’anno solare, il termine slitta all’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta.
Vengono inoltre ridefinite le soglie massime applicabili alla proposta del Fisco in relazione all’indice di affidabilità fiscale. Il tetto viene esteso a soggetti con voti fiscali inferiori a quelli finora considerati: per chi ha un livello di affidabilità pari o superiore a 6 ma inferiore a 8 la soglia è fissata al 30%; per chi ha un’affidabilità fiscale pari o superiore a 1 ma inferiore a 6 la soglia sale al 35%. Queste percentuali si aggiungono alle soglie più favorevoli già previste per chi ha voti più alti, secondo la logica di favorire l’emersione in aree di compliance anche tra soggetti difficilmente controllabili.
In seguito alle richieste di professionisti, è stata inoltre mitigata la stretta sui pagamenti da parte della pubblica amministrazione: l’obbligo di compensazione con eventuali debiti iscritti a ruolo e non saldati entrerà in vigore solo per cartelle non onorate di importo complessivo almeno pari a 5.000 euro.
Il decreto fiscale prosegue ora il suo iter parlamentare con l’obiettivo della conversione in legge entro i termini previsti.

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