Gli oggetti connessi sono sempre più pervasivi nella vita quotidiana e nel sistema produttivo italiano. Nel 2025 i dispositivi IoT attivi nel Paese superavano i 175 milioni, più di tre per abitante, segnando una crescita del 13% rispetto all’anno precedente. In parallelo il mercato ha raggiunto quasi 11 miliardi di euro, con un incremento del 12%.
L’Internet delle cose continua a essere trainato da alcune aree applicative chiave: utility, auto connesse ed edifici smart. Le soluzioni per le utility, come i contatori smart per luce, acqua e gas, restano le più diffuse, con milioni di installazioni e molte sostituzioni dovute alla fine del ciclo di vita dei dispositivi. Questo segmento vale circa 1,9 miliardi di euro, con una crescita del 18%.
Le auto connesse rappresentano un altro pilastro del mercato, con un valore attorno a 1,7 miliardi di euro. Alla fine del 2025 circolavano in Italia 6,5 milioni di veicoli connessi tramite SIM a bordo (+16%), mentre le vetture dotate di “scatola nera” per finalità assicurative superano i 10,6 milioni.
Crescono anche le soluzioni per la smart transportation infrastructure, finanziate in parte con risorse del PNRR, impiegate nel monitoraggio, nella gestione e nella manutenzione predittiva di strade, ponti, viadotti e gallerie. In controtendenza, il segmento dello smart building ha subito un rallentamento, attestandosi a 14 miliardi di euro, a seguito della rimodulazione degli incentivi fiscali legati al superbonus.
Altri comparti rilevanti sono la smart factory e la smart city, entrambi con valori di mercato di circa 1 miliardo di euro ciascuno; la smart factory vale 1,16 miliardi con una crescita del 12%, mentre la smart city si attesta intorno a 1,03 miliardi.
Un elemento sempre più integrato nelle nuove generazioni di dispositivi IoT è l’intelligenza artificiale a bordo, l’Edge AI, che permette l’elaborazione dei dati direttamente sui dispositivi o in prossimità della fonte. Questo approccio riduce i tempi di risposta dipendenti dal cloud, ottimizza l’uso della banda e abilita l’elaborazione in tempo reale, risultando particolarmente rilevante in ambito industriale e infrastrutturale. Accanto all’Edge AI si diffondono sistemi basati su agenti intelligenti (Agentic AI) capaci di perseguire obiettivi in modo autonomo o semi-autonomo, adattando il comportamento in funzione dei risultati.
L’offerta di soluzioni IoT spinge sempre più aziende a valorizzare i dati raccolti dagli oggetti connessi per sviluppare nuovi servizi e integrare l’intelligenza artificiale. Oltre la metà delle grandi imprese e un terzo delle medie dichiara di aver già intrapreso o di prevedere di avviare progetti in questa direzione entro un anno. Il 40% delle imprese rileva ritorni sull’investimento già misurabili, a testimonianza del valore economico diretto generato dall’AI.
Le applicazioni industriali dell’IoT sono in accelerazione: il 71% delle grandi imprese industriali italiane ha implementato almeno un progetto IoT, rispetto al 59% delle medie imprese, e molte realtà intendono avviare nuovi progetti nei prossimi anni. La crescita del segmento Industrial IoT nel 2025 è stata sostenuta anche dagli incentivi dei piani Transizione 4.0 e 5.0, che nel 2025 hanno erogato rispettivamente 2,2 e 2,75 miliardi di euro.
Gli incentivi continueranno a giocare un ruolo centrale: sono previsti 9,8 miliardi di euro nei prossimi tre anni, cifra destinata a dare ulteriore impulso al comparto. Tuttavia, la complessità procedurale e le continue revisioni normative relative al Piano 5.0 hanno spesso generato incertezza tra le imprese, frenando in alcuni casi l’adozione e la pianificazione degli investimenti.
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