Il settore del mobile italiano conferma il suo ruolo di eccellenza internazionale grazie al valore del design, alla qualità dei materiali e alle lavorazioni spesso artigianali. Secondo le elaborazioni di Sace, il comparto — che comprende l’intera filiera, dalle prime lavorazioni del legno alla produzione dei mobili — ha fatturato circa 44 miliardi di euro nel 2023 e nel 2025 le esportazioni pesano per 13,8 miliardi sul totale dei ricavi, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. Di questi, 11,2 miliardi riguardano le vendite all’estero di mobili in senso stretto, con una lieve flessione dell’1,2%.
L’export mostra andamenti differenziati a livello di comparto: crescono parti e accessori di mobili (+4,2%), legno e prodotti in legno (+3,5%), mobili per arredo domestico (+0,7%) e poltrone e divani (+1,4%), mentre registrano cali gli arredi da esterno (-7,6%), le sedie (-2,1%) e i mobili per cucina (-5%).
Per quanto riguarda i mercati di sbocco, il risultato complessivo è stato influenzato dal rallentamento di due mercati chiave: Francia e Stati Uniti, rispettivamente primo e secondo mercato per i mobili italiani, che insieme rappresentano circa il 30% delle esportazioni nazionali. La domanda francese ha risentito dei cali nelle vendite di poltrone, divani e altri mobili, inclusi gli arredi da esterno. Negli Stati Uniti le vendite sono diminuite (-5,3%), in parte per il contesto commerciale complesso legato all’aumento dei dazi doganali: il calo ha interessato i mobili per arredo domestico, le parti e accessori e altri segmenti.
Nel contempo, sono cresciuti partner commerciali rilevanti come Germania (+2%) e Regno Unito (+3,6%), trainati soprattutto da parti e accessori di mobili, comparto importante per l’export in entrambi i Paesi. Buone performance sono state segnalate anche verso Spagna (+1,5%) ed Emirati Arabi Uniti (+3,2%), dove ha giocato un ruolo la significativa urbanizzazione in corso. Hanno invece registrato contrazioni Svizzera (-4,3%) e Cina (-6,4%), con la Cina penalizzata dal rallentamento degli investimenti dopo la crisi del settore immobiliare.
A conferma dell’apprezzamento internazionale del Made in Italy, mercati fino a poco tempo fa meno rilevanti hanno mostrato crescite importanti: Turchia (+36,9%) e Marocco (+53,5%) hanno evidenziato incrementi diffusi su tutti i comparti, mentre il Brasile segna una crescita del 5,4%, sostenuta da maggiori vendite di parti e accessori e di prodotti in legno.
La diversificazione dei mercati di destinazione emerge come fattore chiave per le imprese italiane che puntano a mantenere e ampliare la presenza internazionale, valorizzando qualità e design. In particolare, mercati emergenti come India, Marocco e Brasile sono indicati come ad alto potenziale. In India la crescita del settore mobile è favorita dall’aumento dei redditi disponibili, dall’urbanizzazione e da un’evoluzione delle preferenze verso soluzioni abitative modulari e design contemporaneo, supportate anche da politiche a sostegno della produzione nazionale. Il Nord Africa, e in particolare il Marocco, beneficia di turismo di fascia alta, investimenti infrastrutturali e progetti di valorizzazione del patrimonio culturale che sostengono la domanda di arredamento di qualità. In America Latina il contesto brasiliano è individuato come un mercato dinamico in espansione, con previsioni di crescita del settore e opportunità legate a trasformazioni strutturali, evoluzione dei consumi e accordi commerciali che favoriscono gli scambi con Europa e Mercosur.
A livello territoriale, le esportazioni del settore sono trainate soprattutto da Lombardia, Veneto e Friuli‑Venezia Giulia, che insieme contribuiscono per quasi il 70% del totale. La Lombardia rappresenta circa il 30% delle vendite estere ed ha registrato una lieve flessione dell’1,8%; in calo anche il Veneto (-2,7%), mentre il Friuli‑Venezia Giulia segna una progressione del 5,2% e l’Emilia‑Romagna dell’1,8%.
Significativa è la performance della Puglia, con un aumento delle esportazioni del 12,2%, che la rende la prima regione del Mezzogiorno per dinamismo produttivo nel settore, orientata a innovazione, sostenibilità e digitalizzazione anche grazie a incentivi regionali. Il tessuto produttivo nazionale presenta molte specializzazioni territoriali: dal legno e mobili di Monza‑Brianza, Milano e Como, al comparto di Treviso; dalle sedie e tavoli delle province di Udine e Gorizia ai mobili di Vicenza e di Forlì‑Cesena; fino alle produzioni di divani e poltrone nelle aree di Matera, Bari e Barletta‑Andria‑Trani.
Le imprese italiane del mobile che sapranno innovare e mantenere elevati standard di qualità e design potranno sfruttare le opportunità offerte da mercati in espansione, bilanciando la presenza nei tradizionali partner europei e americani con una maggiore penetrazione in Paesi emergenti a forte potenziale di crescita.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/mobile-italiano-rallentano-francia-e-usa-ma-si-aprono-nuove-rotte-AIjSk1TC

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