La Regione Umbria ha approvato in Giunta un testo unico sulla cultura e lo spettacolo che sarà presto presentato al Consiglio regionale. La riforma mira a ridurre la frammentazione normativa accumulata nel tempo, introdurre nuovi istituti e rafforzare il sostegno al settore per favorire la crescita degli operatori e dell’occupazione.
La programmazione finanziaria per il triennio 2026-2028 supera i 30 milioni di euro. Tra le risorse previste figura il raddoppio dei fondi regionali diretti, che passano da 1,5 a 3 milioni di euro all’anno. Per la prima volta il settore potrà avvalersi di risorse europee del Fondo FESR: 5,4 milioni destinati alla rigenerazione di attrattori culturali e 6 milioni per le imprese culturali e creative. A queste si aggiungono 10 milioni provenienti dal fondo nazionale per lo Sviluppo e la Coesione destinati ai beni culturali.
L’assessore regionale alla cultura, Tommaso Bori, definisce la misura «un cambio di passo, una nuova stagione di dinamismo». Il 31 marzo la Regione promuoverà un evento di co-progettazione al quale parteciperanno oltre 500 operatori culturali per definire i bandi regionali che saranno pubblicati nelle settimane successive. I progetti vincitori dei bandi riceveranno contributi distribuiti su tre anni, condizionati alla realizzazione delle attività presentate: la programmazione triennale è pensata per offrire maggiore stabilità e continuità agli operatori.
La riforma introduce nuove figure e strumenti giuridici: l’impresa creativa, il welfare culturale e l’art bonus. Il welfare culturale è pensato per portare attività e operatori in contesti marginali quali case-famiglia, ospedali e carceri. L’estensione dell’art bonus consentirà l’utilizzo di questo strumento anche per interventi su opere regionali, una possibilità non prevista in precedenza.
Oltre al sostegno economico, il testo unico istituisce strumenti organizzativi e di governance: un Osservatorio regionale della cultura e un laboratorio permanente per promuovere una «regione creativa». La legge riconosce inoltre i live club come spazi fondamentali per la musica contemporanea e inserisce per la prima volta la cosiddetta nona arte — fumetti e manga — sullo stesso piano di altre forme artistiche più tradizionali.
L’intervento punta a colmare una debolezza emersa nei rapporti sulla cultura che, pur evidenziando un’elevata vitalità dell’Umbria (la regione è prima in Italia per numero di spettacoli ogni mille abitanti e ospita eventi di grande richiamo come Umbria Jazz), segnala la difficoltà a trasformare questa energia in imprese e ricchezza territoriale. Con il nuovo assetto normativo e la dotazione finanziaria rafforzata, la Regione intende favorire la transizione da vivacità culturale a sviluppo sostenibile del settore.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/l-umbria-spinge-l-acceleratore-imprese-culturali-e-creative-AIKdlyRC

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