Il ministero dell’Economia mette la sicurezza delle entrate e il riordino delle agevolazioni fiscali tra le priorità della politica tributaria per il triennio 2026-2028. Nel documento di indirizzo il Mef annuncia il potenziamento dei controlli catastali, incluse la mappatura degli immobili “fantasma” non censiti o difformi rispetto al catasto e l’aggiornamento dei valori catastali per gli immobili che hanno beneficiato di interventi finanziati, anche parzialmente, con fondi pubblici dal 2019 in avanti, con particolare attenzione al Superbonus.
L’obiettivo dichiarato è contrastare l’evasione fiscale: oltre ai controlli catastali saranno intensificate le verifiche per accertare la sussistenza dei crediti dichiarati dai contribuenti e per respingere rimborsi indebiti o recuperare somme erogate in modo improprio. Il Mef prevede inoltre un rafforzamento delle attività di presidio volte a prevenire l’uso indebito delle agevolazioni fiscali e dei sostegni pubblici nei confronti di cittadini e operatori economici.
Particolare rilievo assumono le misure preventive sulle operazioni di cessione dei crediti fiscali e sulle deleghe di pagamento che comportano compensazioni: sulla base di analisi di rischio specifiche, saranno incrementati i controlli preventivi per impedire e contrastare gli utilizzi indebiti dei crediti agevolativi.
Dopo la riduzione strutturale delle aliquote Irpef e il taglio del cuneo fiscale introdotti dalla legge di bilancio 2025 e la riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% con l’ultima manovra, l’azione del Mef per i prossimi anni si concentrerà prioritariamente sul riordino delle spese fiscali in un’ottica pluriennale. Questo intervento è ritenuto fondamentale per completare l’attuazione della legge delega fiscale e prevederà la definizione di un sistema di agevolazioni fondato sui principi di programmazione, selettività e monitoraggio ex ante.
Tra gli strumenti citati dal ministero figurano la creazione di piattaforme dedicate e la fissazione di tetti di spesa, con lo scopo di garantire il rispetto degli equilibri di bilancio e di perseguire un graduale riordino delle agevolazioni in ambito energetico. L’intento è coniugare l’incremento dell’efficienza del sistema fiscale con il sostegno alla strategia di transizione energetica e ambientale a livello nazionale ed europeo.
Il documento del Mef riporta anche i principali dati emersi dalle statistiche sulle dichiarazioni Ires e Irap per l’anno d’imposta 2023. L’Ires complessivamente dichiarata è salita del 13,8% rispetto al 2022, attestandosi a 56,4 miliardi di euro. Di questa somma, 37,2 miliardi provengono da società di capitali non aderenti al Consolidato fiscale (+11,3%), 18,4 miliardi da società di capitali consolidanti (+19,6%) e 768,1 milioni da enti non commerciali (+6,6%). Le dichiarazioni presentate dalle società di capitali sono state 1.383.554, in aumento del 2% rispetto all’anno precedente.
Il reddito d’impresa rilevante ai fini fiscali ha raggiunto 287,8 miliardi di euro, con un incremento del 12,8% sul 2022. I settori che hanno registrato i maggiori aumenti del reddito sono le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+39,6%), le costruzioni (+37,7%) e le attività finanziarie e assicurative (+27,6%).
Per l’Irap, il numero di soggetti che ha presentato la dichiarazione per il 2023 è pari a 2.110.970, in lieve crescita (+0,4%). L’imposta dichiarata raggiunge i 30 miliardi di euro, con un aumento dell’8,5% rispetto al 2022 e un valore medio per dichiarante di 23.140 euro; l’incremento riguarda in particolare le società di capitali (+14,5%).
Queste linee d’azione e i dati fiscali delineano la strategia del ministero dell’Economia volta a recuperare gettito, migliorare il monitoraggio delle agevolazioni e sostenere la sostenibilità dei conti pubblici.
Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/mef-pi%C3%B9-controlli-catastali-dopo-i-lavori-con-superbonus-1.3353483

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