La logistica del Nord Ovest si arricchisce con il completamento dell’ autostrada A33 Asti-Cuneo, apportando importanti benefici alle merci in transito tra i porti liguri, il cuore del Piemonte e i mercati internazionali. Dopo 34 anni di attesa e un costo finale di 1,457 miliardi di euro, rispetto ai 340 milioni inizialmente stimati, l’opera considerata eterna incompiuta ha finalmente visto la sua realizzazione completa. A partire dal 30 dicembre, martedì, l’intero tratto dell’ autostrada A33, da Asti a Cuneo (90 chilometri), è aperto al traffico, ad eccezione di un breve tratto di cinque chilometri con una singola carreggiata a doppio senso, garantendo massima sicurezza. L’apertura totale della seconda carreggiata è prevista per aprile 2026. Il troncone finale, da Alba a Cherasco, è stato completato in soli 15 mesi anziché 30, grazie a un impegno giornaliero di circa 400 persone in cantiere, coinvolgendo 15 aziende e 130 fornitori. Tale infrastruttura colma una lacuna storica nei collegamenti del sud Piemonte, migliorando l’accessibilità di un’area con una forte vocazione agricola e manifatturiera.

L’importante annuncio del completamento dell’autostrada è stato accompagnato dal viceministro alle infrastrutture, Edoardo Rixi, e dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che hanno percorso insieme l’intero tragitto da Asti fino allo svincolo con l’Autostrada A6 Torino-Savona (Autostrada dei Fiori) a Marene. “Si tratta di una svolta storica che finalmente chiude una ferita lunga trent’anni”, commenta Rixi, mentre Cirio sottolinea l’importanza dell’autostrada nel contesto economico e produttivo non solo regionale ma nazionale ed europeo, evidenziando l’opportunità che le imprese locali avranno ora di competere a livello internazionale senza gli svantaggi dei trasporti.

Il concessionario dell’ autostrada A33 è Asti-Cuneo Spa, appartenente al gruppo Astm (Gavio), secondo operatore autostradale nazionale dopo Aspi (Autostrade per l’Italia). Questo evento segna la conclusione di una delle maggiori vicende infrastrutturali del Paese, da tempo citata come esempio negativo di incompiutezza a causa di blocchi, revisioni progettuali e difficoltà finanziarie affrontate nel corso degli anni.

Inizialmente concepito nel lontano 1991, il progetto dell’autostrada Asti-Cuneo ha incontrato numerosi ostacoli che ne hanno ritardato la realizzazione. Tuttavia, grazie all’impegno e agli investimenti dedicati, l’opera è finalmente una realtà completa, contribuendo in modo significativo all’efficienza logistica della regione e migliorando le prospettive economiche dei territori serviti.

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