Il modello della Zes Unica ha dimostrato di essere efficace nel contesto economico italiano. Le voci degli economisti e dei meridionalisti si sono unite nel sottolineare l’importanza di non superare o modificare tale approccio consolidato. Questo appello è stato lanciato durante il Convegno Internazionale dedicato ai divari regionali, alle politiche di sviluppo e agli impatti economici in Italia, promosso dall’Università Vanvitelli.
Dopo l’approvazione da parte del Governo di un emendamento al decreto sulla Terra dei fuochi che prevede l’istituzione del Dipartimento per il Sud con il compito di gestire la Zes Unica, diverse opinioni si sono espresse sul futuro della zona economica speciale. Claudio De Vincenti, ex ministro per il Mezzogiorno, ha sottolineato la necessità di approfondire l’emendamento per evitare la dispersione degli sforzi precedentemente compiuti.
Luca Bianchi, direttore generale della Svimez, ha evidenziato l’importanza di una politica industriale coerente e ha elogiato il metodo introdotto dalla Zes Unica basato su un piano strategico e sull’identificazione di settori prioritari. Nicola Rossi, dell’Università Tor Vergata, ha sottolineato i benefici della disintermediazione attuata dalla Zes Unica, accelerando i tempi di autorizzazione degli investimenti.
Amedeo Lepore, dell’Università Vanvitelli, ha esposto le sue preoccupazioni riguardo alla necessità di coordinare gli sforzi per attrarre investimenti senza compromettere gli obiettivi della missione originaria della Zes.
Durante il convegno, sono emerse diverse opinioni e analisi critiche, con professionisti come Maria Ludovica Agrò e Roberto Torrini che hanno contribuito alla discussione sullo sviluppo del Mezzogiorno. L’evento è stato dedicato alla memoria di Vittorio Daniele, esperto di politica economica meridionale, e ha fornito spunti interessanti sulle politiche di sviluppo della regione.
Il convegno ha anche presentato un nuovo database focalizzato sugli incentivi all’industria e sugli investimenti produttivi nel Mezzogiorno, offrendo una visione a lungo termine dei progressi compiuti negli ultimi decenni.
Questo appuntamento ha sottolineato l’importanza di considerare il Mezzogiorno d’Italia nel contesto europeo e globale, evidenziando le sfide e le opportunità di sviluppo per l’intera area. Un’occasione di confronto e riflessione che ha arricchito il dibattito sul futuro economico del Sud Italia.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/mezzogiorno-salvare-zes-unica-l-appello-un-gruppo-economisti-sud-AHZAHPrC

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