La produzione industriale in Italia mostra segnali di lieve crescita, interrompendo la lunga sequenza di cali annui. Secondo i dati di aprile dell’Istat, si registra un modesto aumento dello 0,3% su base annua e un punto percentuale su base mensile. Tuttavia, escludendo alcune attività come l’estrazione e l’energia, si osserva ancora un calo annuo dello 0,1% nel settore manifatturiero. Settori come la farmaceutica e i mezzi di trasporto sono tra i protagonisti di questa frenata, mentre la moda mostra segnali di ripresa dopo mesi di declino.
Alimentari, chimica, legno-carta, metalli ed elettronica registrano invece una crescita, mantenendo la media complessiva vicina alla parità. Settori come l’auto evidenziano un calo significativo del 30% nella produzione annua, mentre armi e munizioni raddoppiano la loro produzione. In generale, i beni di consumo durevole sono in crescita annua, mentre beni strumentali e intermedi perdono terreno.
Guardando al 2025 nel suo complesso, si prevede un calo nel primo quadrimestre dell’1,2% nella produzione industriale, con prospettive moderate per il resto dell’anno. Anche se si prevede un incremento nei ricavi della manifattura, il trend complessivo rimane al di sotto dei picchi raggiunti nel biennio 2022-2023.
Le stime per il Pil italiano nel 2025 rimangono contenute, con una previsione di crescita dello 0,6% da parte di enti come l’Istat, Ocse e Bankitalia. Anche in Germania, principale potenza manifatturiera europea, si osservano segnali contrastanti tra ordini industriali in crescita e dati di produzione deludenti.
L’ export italiano, come in Germania, soffre di una flessione, riflettendo le tensioni commerciali globali. La Francia non è immune da questi fattori, con un calo sia mensile che annuo nella produzione manifatturiera ad aprile.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/istat-produzione-industriale-1percento-ad-aprile-tendenziale-12percento-AHucUrBB

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