La calabria ha dovuto affrontare la sfida di risolvere i problemi idrici di un’ampia area tramite la costruzione della diga sul melito, ma purtroppo questo progetto ambizioso non è mai stato portato a termine. Inizialmente concepita come uno dei maggiori interventi idrici a livello nazionale, la diga avrebbe dovuto far fronte alla cronica carenza d’acqua che affliggeva mezzo milione di cittadini calabresi e centinaia di aziende agricole colpite ciclicamente dalla siccità. Inoltre, avrebbe consentito la produzione di energia idroelettrica per soddisfare i bisogni energetici di circa cinquanta comuni situati a valle del bacino. Purtroppo, nessuno di questi benefici si è mai concretizzato.
Nonostante siano stati spesi nel corso degli anni considerevoli 259 milioni di euro, senza contare i 102 milioni già investiti senza alcun risultato tangibile, le opere non sono mai state completate. Attualmente, la procura della Corte dei Conti sta indagando per valutare le responsabilità legate ai danni causati da questa mancata realizzazione, sia in termini economici che ambientali.
Le accuse della Procura riguardano il Consorzio di bonifica ionio-catanzarese, precedentemente noto come Consorzio di Bonifica Alli – Punta di Copanello, e i suoi due dirigenti pro tempore. Dopo un’approfondita indagine condotta dal Procuratore regionale Romeo Ermenegildo Palma e dal Sostituto Procuratore Generale Fernando Gallone, con il supporto investigativo della Guardia di Finanza di Catanzaro, sono emerse gravi irregolarità. La Corte dei Conti ha citato a giudizio il Consorzio di bonifica, il Commissario liquidatore e il direttore generale per le presunte negligenze nel periodo preso in esame. Il progetto della Diga sul fiume Melito, conosciuto anche come “Lago Azzurro”, avrebbe dovuto sorgere tra i comuni di Gimigliano, Sorbo San Basile e Fossato Serralta, tutti nella provincia di Catanzaro.
Le indagini condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro, su delega della Procura contabile, hanno rivelato diversi casi di presunta responsabilità erariale da parte degli attestati destinatari delle citazioni giudiziarie. Le verifiche dei tecnici del Ministero delle Infrastrutture – Servizio Italiano Dighe, competenti per la supervisione delle dighe nazionali, hanno evidenziato carenze nel progetto iniziale, necessitando significative integrazioni per garantire la sicurezza strutturale del bacino. Nonostante le modifiche apportate dallo stesso progettista responsabile, le quali non sono risultate sufficienti per risolvere le criticità identificate, l’opera è avanzata causando inutili spese fino a 102 milioni di euro, senza possedere le adeguate autorizzazioni per la sua realizzazione.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/lo-spreco-diga-melito-contestato-danno-erariale-259-milioni-AHUBn0s

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