In Sicilia, le spese di istruttoria ambientale per il settore delle cave e del lapideo stanno diventando insostenibili, mettendo a rischio un comparto che coinvolge circa 400 imprese con un fatturato annuo di 400 milioni. L’allarme è stato lanciato dalla Cna Sicilia. Durante un’audizione presso la commissione regionale alle Attività produttive, sono stati esaminati i problemi legati alla Legge regionale n. 1 del 2025, che ha visto un drastico aumento dei costi di istruttoria in Sicilia, rendendo la regione un caso a parte a livello nazionale.
La Cna ha evidenziato aumenti esorbitanti nelle tariffe di istruttoria per varie procedure, riscontrando costi fino a 10 volte superiori alla media nazionale. Questo incremento apparentemente ingiustificato rischia di soffocare le piccole e medie imprese sul territorio.
Gli esempi riportati durante l’audizione hanno evidenziato disparità significative nei costi delle procedure ambientali in Sicilia rispetto ad altre regioni italiane. Si sono confrontati i costi per la verifica di assoggettabilità a Vas e Via in diverse regioni indicando differenze notevoli di spesa per gli imprenditori del settore.
Le imprese Siciliane, specialmente quelle di dimensioni più contenute, sono preoccupate che tali oneri elevati disincentivino gli investimenti nell’ambito ambientale, generando la possibilità che gli operatori scelgano di trasferirsi altrove. Si chiede un tempestivo ripensamento del sistema tariffario affinché si eviti un impoverimento degli investimenti ambientali in Sicilia e siano garantite condizioni paritarie per le attività rispettose dell’ambiente.

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