Il cluster marittimo-portuale Italiano affronta una fase di profonda trasformazione con il recente declassamento di numerose direzioni regionali e uffici territoriali delle dogane. Questa decisione, emanata a livello centrale e pianificata per essere attuata a partire da novembre 2025, fa parte di un vasto piano di riassetto del settore che coinvolge le funzioni delle dogane e dei monopoli. Tale riorganizzazione, che è stata anche influenzata da un algoritmo, ha generato notevoli perplessità sia nell’ambito portuale che tra coloro che operano all’interno delle dogane. Il rilievo delle sedi doganali dei principali porti Italiani viene ridimensionato, mentre viene incrementata l’importanza dei porti marginali dal punto di vista delle merci.
Le modifiche comportano il declassamento di diverse direzioni e uffici doganali rispetto al 2018: Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Campania, Calabria e altre regioni hanno subito riduzioni di classifica. Allo stesso tempo, direzioni come Lazio, Abruzzo, Toscana, Umbria, Puglia, Molise, Basilicata e Sicilia sono state promosse a livelli superiori. Questi cambiamenti hanno generato preoccupazioni riguardo all’impatto sull’ efficienza dei controlli doganali e sulla competitività dei porti coinvolti, che costituiscono una parte significativa del traffico container nazionale.
Il processo decisionale è stato guidato dalla “metodologia Hay”, un sistema di valutazione basato su know-how, problem solving e responsabilità. Tuttavia, le conseguenze di tali declassamenti potrebbero includere rallentamenti nelle operazioni portuali e sul fronte della sicurezza, mettendo a rischio la competitività dei porti coinvolti e, di conseguenza, le entrate nazionali.
Le proteste contro questa ristrutturazione sono emerse da diversi porti interessati dai cambiamenti. Autorità portuali e operatori si sono espressi con viva preoccupazione riconoscendo il potenziale impatto negativo sulle attività portuali e sull’economia regionale. Nonostante le critiche, al momento non sono previsti cambiamenti di rotta riguardo ai declassamenti in corso.
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