La produzione complessiva dei veicoli di Stellantis in Italia ha subito una significativa contrazione del 36,5% rispetto al 2023, portando il totale a meno di mezzo milione di veicoli, di cui meno di 300.000 autovetture. Questo calo, particolarmente evidente nel settore automobilistico che riporta indietro l’orologio ai tempi degli Anni Cinquanta, evidenzia una restrizione superiore al 45%. Il quadro dipinto dal Report redatto dalla Fim Cisl sugli stabilimenti di Stellantis è estremamente complesso, con cali che variano dal 21% a Pomigliano a oltre il 70% nei siti di Mirafiori e Modena, accompagnati da periodi prolungati di chiusura per tutte le fabbriche italiane del Gruppo.
Il segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, sottolinea che tutti gli stabilimenti della Stellantis in Italia hanno registrato un calo significativo dei volumi rispetto al 2023. In particolare, Atessa, specializzato nella produzione di veicoli commerciali, ha visto una diminuzione più contenuta del 16%, mantenendosi più resiliente rispetto agli altri siti. Tuttavia, in cifre assolute, si traduce in 38.000 veicoli commerciali in meno rispetto all’anno precedente. Nel corso del secondo semestre dell’anno, la situazione della produzione è peggiorata ulteriormente, con oltre 20.000 lavoratori in cassa integrazione o con contratti di solidarietà, con una media di uno su due.
Il futuro dell’industria automobilistica in Italia si preannuncia difficile anche per il 2025, sebbene si preveda un lieve miglioramento nel 2026 con una potenziale crescita del 50% nella produzione, riportando i volumi ai livelli del 2023. Restano tuttavia molte questioni aperte, tra cui incertezze sui volumi, tempi di lancio dei nuovi modelli e il futuro di stabilimenti come termoli e del progetto Gigafactory in Italia.
Ferdinando Uliano richiama anche l’attenzione sulla mobilitazione europea dei sindacati del settore auto per influenzare le politiche europee riguardanti le emissioni di CO2, le multe, gli obiettivi di decarbonizzazione e le risorse per sostenere la transizione del settore. È fondamentale mantenere un’unità europea e proporre soluzioni efficaci e sostenibili per l’industria automobilistica globale.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/sotto-mezzo-milione-veicolo-produzione-stellantis-italia-2024-e-l-anno-nero-dell-auto-AGEtsg6B

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